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Rischio di demenza negli atleti: scoperte rivoluzionarie da uno studio cruciale

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Uno studio recente evidenzia un legame allarmante tra i traumi cranici negli sport di contatto e l'insorgenza di demenza.

La salute degli atleti è al centro di un dibattito sempre più acceso, specialmente negli sport di contatto dove i colpi alla testa sono frequenti. Recenti ricerche condotte dal Cte Center della Boston University hanno evidenziato un aumento significativo del rischio di sviluppare demenza tra gli sportivi che subiscono ripetuti traumi cranici.

Questo studio, il più ampio nel suo genere, ha sollevato interrogativi cruciali sulla connessione tra l’encefalopatia traumatica cronica (Cte) e la demenza, suggerendo che la Cte dovrebbe essere considerata una nuova causa di demenza.

I fatti

Pubblicato sulla rivista Alzheimer’s & Dementia, lo studio ha analizzato i dati di 614 donatori di cervello, di cui 366 affetti esclusivamente da Cte. I risultati hanno rivelato che il rischio di sviluppare demenza era quadruplicato per coloro che presentavano la forma più avanzata di questa malattia neurodegenerativa. Questo legame è simile a quello riscontrato tra demenza e morbo di Alzheimer, principale causa di demenza nel mondo.

Le parole degli esperti

Secondo fonti ufficiali, il professor Michael Alosco, co-autore della ricerca, ha sottolineato l’importanza di riconoscere che i sintomi cognitivi e la demenza possono derivare dalla Cte. Questo riconoscimento è un passo fondamentale verso la possibilità di diagnosticare la Cte durante la vita, un obiettivo che deve essere perseguito con urgenza.

Demenza e morbo di Alzheimer

La demenza rappresenta una sindrome complessa, caratterizzata da difficoltà nel pensiero, nella memoria e nello svolgimento delle attività quotidiane. Sebbene il morbo di Alzheimer sia la causa predominante, altre malattie cerebrali progressive, incluse quelle correlate ad Alzheimer, sono anch’esse fattori scatenanti. Con questo nuovo studio, gli autori vogliono evidenziare la necessità di includere la Cte tra le malattie che possono causare demenza.

Infatti, molti pazienti colpiti da Cte sono stati diagnosticati erroneamente con Alzheimer durante la loro vita. Tra coloro che hanno ricevuto una diagnosi di demenza, il 40% è stato informato di avere Alzheimer, mentre il 38% ha ricevuto spiegazioni vaghe riguardo le cause della loro condizione.

Controversie e dibattiti

Nonostante le evidenze, la comunità medica è divisa sulla questione. Alcuni esperti sostengono che la Cte non presenti sintomi clinici evidenti, mentre altri, come Alosco, contestano questa visione affermando che i dati raccolti dimostrano chiaramente l’impatto significativo della Cte sulla vita dei pazienti. È essenziale, quindi, intensificare gli sforzi per differenziare la Cte dal morbo di Alzheimer e da altre forme di demenza.

Prospettive future

Questo studio non ha trovato associazioni significative tra demenza e Cte di stadio iniziale, suggerendo che ulteriori ricerche prospettiche siano necessarie. È evidente che la relazione tra colpi ripetuti alla testa e demenza richiede un’attenzione crescente, sia in ambito sportivo che medico.

La Cte non è solo una questione di salute per gli atleti, ma un tema che deve essere discusso e affrontato seriamente per prevenire futuri casi di demenza tra coloro che dedicano la loro vita allo sport. Le implicazioni di questo studio potrebbero cambiare la traiettoria della salute e della sicurezza negli sport di contatto.