Momenti di paura all’istituto alberghiero Colombatto di Torino, dove il tentativo di rivolta degli studenti è degenerato in scontri, danneggiamenti e feriti. L’intervento della Digos e le denunce della dirigente scolastica Silvia Viscomi riaccendono l’attenzione sulle proteste che stanno coinvolgendo diversi istituti della città, dal Boselli al Peano, fino al Sella e al Bosso Monti.
Colombatto, l’occupazione degenera in violenza: insegnanti feriti e intervento della Digos
Dopo il tentativo fallito del giorno precedente, la mattina del 15 ottobre l’istituto alberghiero Colombatto di Torino è stato teatro di nuovi disordini, culminati nell’occupazione della succursale di via Ada Negri. La tensione era iniziata davanti alla sede principale di via Gorizia, dove alcuni studenti intenzionati a entrare si sono trovati di fronte militanti di Azione Studentesca, schierati per impedire il blocco delle lezioni.
Il confronto è rapidamente degenerato: secondo le ricostruzioni di Torino Cronaca, durante i momenti più concitati sarebbe stato utilizzato anche un estintore contro chi cercava di ostacolare l’ingresso.
Fallito il primo tentativo, il gruppo si è spostato nella succursale, dove alcuni ragazzi sarebbero riusciti a entrare passando anche dalle porte antincendio, dopo aver forzato gli accessi.
La dirigente scolastica Silvia Viscomi ha descritto una situazione particolarmente grave, denunciando il coinvolgimento di persone estranee all’istituto. «Siamo spaventati», ha dichiarato, raccontando di aver visto alcuni insegnanti finire a terra mentre il gruppo cercava di superare il cancello. Tra gli episodi riferiti figurano anche il lancio di un petardo, l’impiego degli estintori e il danneggiamento di porte e finestre. Una studentessa evacuata dalla succursale ha raccontato: «A me è arrivato un petardo in faccia». La ragazza ha inoltre riferito che, dopo un primo tentativo di chiudere i cancelli, alcuni giovani sarebbero entrati attraverso le uscite antincendio. Diversi partecipanti, secondo le testimonianze, avrebbero indossato cappucci, mascherine e felpe sollevate per rendersi meno riconoscibili.
La situazione è diventata ancora più delicata con l’arrivo degli agenti della Digos, intervenuti per riportare l’ordine e verificare quanto stava accadendo. Un ragazzo che avrebbe rifiutato di fornire le proprie generalità è stato inseguito e successivamente fermato. Come riportato da Torino Cronaca, nel corso degli scontri un docente sarebbe stato spinto a terra mentre alcuni ragazzi cercavano di forzare il cancello d’ingresso. Un altro insegnante avrebbe riportato una ferita alla mano, mentre una collega avrebbe avuto bisogno di cure mediche. Anche una collaboratrice scolastica sarebbe rimasta ferita, con una torsione al polso.
La preside ha denunciato la gravità degli episodi, parlando di ingressi forzati, finestre infrante e danni ingenti: «C’è il diritto di protestare ma ci sono anche delle regole da rispettare». Viscomi ha inoltre riferito che alcune taniche di benzina sarebbero state lasciate davanti alla scuola nelle prime ore del mattino da un ragazzo arrivato in monopattino. Si tratta di un elemento che dovrà essere verificato nell’ambito degli accertamenti.
Proteste nelle scuole di Torino, disordini anche al Bosso Monti e al Sella
Quello del Colombatto non è l’unico episodio segnalato a Torino. Altri momenti di tensione hanno interessato l’istituto Bosso Monti, nella zona di via Meucci, dove sono stati trovati vetri in frantumi sul marciapiede e una finestra danneggiata. Alcuni filmati mostrerebbero inoltre ragazzi intenti a colpire le telecamere di sorveglianza installate nei pressi del cancello. Segnalazioni di disordini e danneggiamenti sono arrivate anche dall’istituto Sella di via Montecuccoli, dove è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine.
Gli episodi si inseriscono in una settimana già segnata da occupazioni e proteste in diversi istituti cittadini, tra cui il Boselli e il Peano. Proprio su quest’ultimo fronte, la questura ha comunicato l’identificazione di alcuni ragazzi tra i 16 e i 20 anni, ritenuti promotori o co-promotori delle agitazioni. Durante quelle proteste sarebbero stati danneggiati arredi, computer e materiali didattici, anche attraverso l’utilizzo improprio di estintori a polvere, con un bilancio economico stimato in alcune migliaia di euro.
Sul caso Colombatto si è aperto, intanto, un confronto politico tra Azione Studentesca e i promotori dell’occupazione. I primi hanno rivendicato la scelta di presidiare l’ingresso, sostenendo che «le scuole vanno difese schierandosi fisicamente per impedire i blocchi». Gli occupanti hanno invece accusato alcuni esponenti del fronte opposto di aver tentato di intimidirli, ribadendo la volontà di portare avanti la protesta. Le indagini sui fatti avvenuti al Colombatto, al Sella e al Bosso Monti sono ancora in corso: gli investigatori dovranno ricostruire la dinamica degli episodi, accertare eventuali responsabilità individuali e verificare se esista un collegamento tra le diverse mobilitazioni.
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