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Caro affitti e caro-vita, riparte la protesta degli studenti: cosa chiedono al governo

Caro affitti e caro-vita, riparte la protesta degli studenti: cosa chiedono al governo

Caro affitti e università, la protesta degli studenti si allarga: tende a Roma e Milano per chiedere più investimenti pubblici.

Il caro affitti e l’aumento del costo della vita riaccendono la protesta degli studenti in Italia. Da Milano a Roma, tornano le tende per denunciare le difficoltà economiche che mettono a rischio il diritto allo studio e chiedere più alloggi pubblici, borse di studio e interventi contro il caro-vita. Al centro della mobilitazione, le richieste rivolte alle istituzioni per garantire a tutti la possibilità di frequentare l’università senza essere penalizzati dalle proprie condizioni economiche.

Caro affitti, gli studenti tornano in tenda: da Milano a Roma la protesta per il diritto allo studio

La crisi abitativa e l’aumento del costo della vita tornano al centro della mobilitazione studentesca. A Milano, gli universitari hanno piantato le tende alle spalle della Biblioteca degli Alberi, in una zona simbolo delle trasformazioni urbane e della crescente esclusione sociale.

L’iniziativa vuole richiamare l’attenzione sulle difficoltà economiche che gravano su studenti e residenti, sempre più in difficoltà nel sostenere le spese quotidiane. «La vita costa troppo, per gli studenti e per tutti gli abitanti di Milano», ha dichiarato Claudia Marostegan, portavoce dell’Unione degli universitari (Udu) di Milano. Il problema, ha spiegato, non riguarda soltanto gli affitti, ma anche le bollette, i trasporti e la spesa alimentare, con conseguenze dirette sulla possibilità di proseguire gli studi.

Nel capoluogo lombardo, una stanza singola sul mercato privato può arrivare a costare 700 euro al mese, mentre per un posto letto in alcune strutture studentesche si possono spendere anche 1.300 euro mensili. «Così un diritto, studiare, è diventato un privilegio di pochi», ha denunciato Marostegan, sottolineando come alcuni giovani siano costretti a scegliere tra beni essenziali e materiali universitari: «Oggi uno studente sceglie se comprare l’olio o un libro per un esame».

L’Udu chiede quindi interventi pubblici continuativi per rendere accessibile l’istruzione universitaria, a partire da 2 miliardi di euro per arrivare alla gratuità degli studi e da almeno 23 milioni destinati a garantire le borse di studio a tutti gli idonei in Lombardia. Il sindacato studentesco contesta inoltre l’eventuale affidamento ai privati del diritto allo studio universitario, rivendicando un sistema fondato su alloggi accessibili e sostegni economici adeguati. La mobilitazione ha ricevuto anche il sostegno della Cgil Lombardia e della Cgil Milano, che hanno evidenziato come l’emergenza abitativa interessi ormai l’intera regione.

Roma, tende alla Sapienza e a Montecitorio: «Cara Italia, quanto ci costi?»

La protesta contro il caro affitti coinvolge anche la Capitale, dove le tende sono ricomparse in diversi luoghi simbolo, dalla Sapienza a piazza Montecitorio, mentre prosegue la mobilitazione in piazza Bologna. Sotto la statua della Minerva, all’interno della città universitaria, giovani provenienti da movimenti studenteschi, collettivi, spazi sociali e organizzazioni politiche hanno avviato un presidio con lo slogan «Piamo casa», un riferimento al piano casa del governo. Parallelamente, l’Udu ha lanciato la mobilitazione nazionale «Cara Italia, quanto ci costi?», con l’obiettivo di denunciare l’aumento delle spese per vivere e studiare, le difficoltà delle politiche abitative e il rischio che l’accesso all’università dipenda sempre più dalle disponibilità economiche delle famiglie. «Il lavoro paga poco, la vita costa troppo: senza casa nessuna dignità per chi studia e chi lavora», è il messaggio lanciato dai promotori, che chiedono di contrastare la speculazione immobiliare e di garantire il diritto alla città.

Tra le richieste avanzate dal sindacato figurano 1,7 miliardi di euro per le borse di studio, un piano pluriennale da 4 miliardi per realizzare alloggi interamente pubblici, 2 miliardi per rendere gratuita l’università e 1,5 miliardi per sostenere trasporti pubblici gratuiti e mense a prezzi calmierati. Il Ministero dell’Università, dal canto suo, ha riferito che il piano per gli alloggi ha raggiunto l’obiettivo di oltre 60mila posti letto, dei quali circa 33mila già realizzati, con il 40% situato nel Mezzogiorno. Secondo i dati diffusi dal dicastero, oltre 18mila posti, pari a circa il 30% del totale, sono riservati al diritto allo studio, mentre le risorse per le borse ammontano a più di 845 milioni di euro.

La mobilitazione proseguirà nei prossimi giorni: la Rete degli studenti medi del Lazio ha annunciato il proprio sostegno alla protesta e ha rilanciato l’appuntamento del 17 ottobre in piazza della Repubblica, chiedendo maggiori investimenti per gli alloggi pubblici, la copertura integrale delle borse e un sistema di welfare studentesco più efficace. Intanto, anche negli istituti superiori interessati dalle occupazioni si preparano nuove iniziative di protesta, con uno sciopero previsto per il 16 ottobre e un’altra mobilitazione annunciata per il 20 novembre.

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