Il nuovo rapporto del Sistema di sorveglianza 0-2 anni, coordinato dall’ISS e promosso dal Ministero della Salute, offre una panoramica dettagliata sui determinanti della salute nei primi 1000 giorni di vita. I dati, raccolti tramite un’indagine campionaria che ha coinvolto quasi 65mila madri, sono stati presentati in occasione del convegno nazionale tenutosi a Roma il 20 maggio 2026 e fotografano comportamenti, pratiche e differenze territoriali che influenzano la salute materno-infantile.
Comportamenti in gravidanza: progressi e nodi aperti
Tra gli aspetti positivi emerge un calo del fumo durante la gravidanza: il 5,5% delle donne dichiara di aver fumato, con variabilità regionale che va dal 3,2% della Provincia autonoma di Bolzano al 7,9% nel Lazio. Tuttavia il fumo passivo interessa quasi un terzo delle future madri (30,2%), un fattore che può compromettere gli esiti neonatali.
Sul fronte alcol, la maggioranza delle intervistate afferma di essersi astenuta: il 7,4% segnala un consumo occasionale (1-2 volte al mese), l’1,1% 3-4 volte al mese e lo 0,4% due o più volte alla settimana. Queste cifre indicano una tendenza generale in miglioramento ma con margini di intervento.
Acido folico: alto uso ma scarsa appropriatezza
Se da un lato il 93,2% delle donne dichiara di aver assunto acido folico durante la gravidanza, solo il 35,4% lo ha fatto nei tempi e nelle modalità raccomandate.
Questo significa che molte somministrazioni sono iniziate dopo il concepimento, vanificando in parte il potenziale ruolo protettivo rispetto alle malformazioni congenite. Gli esperti sottolineano la necessità di rafforzare campagne informative mirate al periodo periconcezionale e al ruolo fondamentale della prescrizione medica e dell’accesso alle informazioni tempestive.
Cura quotidiana del neonato e pratiche familiari
Le abitudini dopo la nascita mostrano risultati misti: il 48,2% dei neonati tra i 2 e i 3 mesi è allattato esclusivamente al seno, con un calo all’età di 4-5 mesi fino al 39,3%. La distribuzione territoriale evidenzia valori più bassi nel Sud rispetto al Centro-Nord e una quota significativa (13,1%) di bambini che non ha mai ricevuto latte materno. Sul fronte del sonno, circa il 70% delle madri riferisce di mettere i bimbi a dormire in posizione supina, pratica che riduce il rischio di sindrome della morte improvvisa in culla, ma con variazioni regionali importanti.
Supporto alla genitorialità
Il sostegno postnatale resta ancora incompleto: circa il 70% delle madri ha partecipato agli incontri di accompagnamento alla nascita, ma soltanto il 18% ha ricevuto una visita domiciliare dopo il parto. Quanto al congedo paterno, poco più della metà delle madri segnala che il padre ha usufruito dei dieci giorni previsti dalla legge, segnale di un’adozione non ancora uniforme delle misure di sostegno al nucleo familiare.
Schermi, lettura e vaccinazioni: abitudini che contano
L’esposizione precoce ai schermi è uno degli elementi più preoccupanti: il 14,6% dei bambini tra i 2 e i 5 mesi trascorre già del tempo davanti a tv, smartphone, tablet o computer; nella maggior parte dei casi si tratta di meno di un’ora al giorno, ma il 3,4% resta esposto per 1-2 ore quotidiane. Il tempo davanti agli schermi cresce con l’età e mostra forti differenze regionali, con percentuali molto più alte nel Mezzogiorno. Parallelamente, oltre la metà dei bambini nella fascia 2-5 mesi non ha ricevuto letture in famiglia nell’ultima settimana, un indicatore importante per lo sviluppo linguistico e relazionale.
La fiducia verso i vaccini resta elevata: il 74,4% delle madri intende aderire a tutte le vaccinazioni previste dal calendario, mentre il 21,2% dichiara di effettuare solo quelle obbligatorie e il 4,2% è indeciso. Questi dati sottolineano l’importanza di mantenere programmi di informazione chiari e accessibili per sostenere l’adesione e contrastare i dubbi.
Disuguaglianze e azioni necessarie
I risultati mostrano un miglioramento su molti indicatori rispetto alla rilevazione precedente, come osservato dalla responsabile scientifica della sorveglianza, ma emergono anche «disuguaglianze» legate al livello di istruzione materno e alla regione di residenza: fattori che condizionano l’adesione alle raccomandazioni nei primi anni di vita. Il presidente dell’ISS ha richiamato l’attenzione sul fatto che le differenze sociali, economiche e culturali influiscono già prima della nascita e tendono ad amplificarsi, rendendo indispensabile collegare la promozione della salute a politiche di equità e a interventi locali mirati.
Per consolidare i progressi e ridurre le ombre il dossier indica la necessità di campagne informative più efficaci sull’uso corretto dell’acido folico, iniziative per limitare il fumo passivo, programmi per ridurre l’esposizione precoce agli schermi e un rafforzamento dei servizi di supporto alla genitorialità. Azioni concrete e mirate, unite a politiche che riducano le disuguaglianze, sono viste come strumenti essenziali per migliorare la salute di neonati e famiglie nei primi 1000 giorni.