Lo sciopero degli autotrasportatori contro il caro carburante registra i primi segnali di distensione: Sicilia e Calabria sospendono i blocchi dei Tir, dopo giorni di disagi per la circolazione e la distribuzione delle merci. Intanto, il governo si riunisce oggi alle 12 in Consiglio dei ministri per valutare nuove misure a sostegno del settore e dell’agricoltura.
Restano però le preoccupazioni per i rifornimenti alimentari, le difficoltà delle imprese e i controlli avviati contro i blocchi stradali illegali. Atteso anche il confronto con Matteo Salvini, previsto per il 27 ottobre, per individuare soluzioni concrete alle richieste della categoria.
Sciopero autotrasportatori, linea dura del governo: identificazioni e denunce
Mentre alcune sigle sospendono la protesta, il governo intensifica gli interventi per ripristinare la normale circolazione.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presieduto a Palazzo Chigi una riunione dedicata all’emergenza, alla quale hanno partecipato i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, i ministri Francesco Lollobrigida e Matteo Piantedosi e i sottosegretari Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano.
Il ministero dell’Interno ha avviato controlli per identificare chi mantiene presidi stradali ritenuti illegali e ostacola la libera circolazione.
Secondo i dati diffusi dal Viminale, sono state 1.339 le persone identificate, 71 quelle denunciate e 242 quelle sanzionate amministrativamente. Le forze dell’ordine hanno inoltre scortato numerosi mezzi pesanti, circa 500 nella sola Campania, per consentire alle aziende di proseguire le attività di trasporto, carico e scarico. Palazzo Chigi ha ribadito che «il rispetto delle regole, la libertà di circolazione e la tutela delle attività economiche devono restare priorità imprescindibili», confermando la volontà di contrastare eventuali comportamenti illegali. Sul fronte degli aiuti, il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi ha annunciato l’avvio dell’erogazione dei fondi destinati agli autotrasportatori, anticipando un successivo decreto legge. Le misure saranno esaminate dal Consiglio dei ministri, chiamato ad affrontare anche il sostegno al comparto agricolo.
Sciopero autotrasportatori, Sicilia e Calabria sospendono i blocchi: oggi il Cdm
Dopo giorni di disagi e tensioni, arrivano i primi segnali di distensione nella protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante. In Sicilia, l’Associazione imprese autotrasportatori siciliani (Aias) ha deciso di sospendere i blocchi dopo un incontro in Prefettura a Catania, mentre in Calabria anche Fedralog ha annunciato lo stop al fermo dei servizi. Resta però alta l’attenzione del governo, che punta a ripristinare la circolazione delle merci e a limitare le conseguenze per cittadini e imprese. Nel frattempo, Palazzo Chigi prepara nuove misure di sostegno al settore, in vista del confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, previsto per il 27 ottobre.
La decisione dell’Aias è arrivata dopo il confronto con il prefetto di Catania. L’intesa riguarda soprattutto la possibilità per i rappresentanti della categoria di partecipare ai tavoli nazionali dedicati alle questioni dell’autotrasporto. «Abbiamo deciso di revocare il blocco dei Tir poiché abbiamo ricevuto delle rassicurazioni da parte del prefetto che anche noi siederemo ai tavoli nazionali per i confronti sul tema dell’autotrasporto», ha spiegato il presidente dell’associazione, Giuseppe Richichi. La sospensione riguarda i presidi mantenuti in diversi punti dell’autostrada Messina-Catania, davanti al porto di Palermo e lungo altre strade dell’Isola, anche se la mobilitazione non si è conclusa per tutte le sigle coinvolte.
Anche in Calabria Fedralog, la Federazione regionale della logistica che aveva proclamato la protesta, ha scelto di interrompere temporaneamente l’astensione dal lavoro, dopo giorni di forti ripercussioni sulle consegne. La decisione, si legge nella nota diffusa dall’organizzazione, è stata «sofferta ma meditata», dettata da «profondo senso di responsabilità verso la collettività, le imprese, i cittadini e per la tutela della sicurezza nazionale». I lavoratori hanno spiegato di voler concedere fiducia all’esecutivo e al ministero, nella speranza che il prossimo incontro porti risposte concrete alle richieste della categoria. L’avvertimento, tuttavia, resta chiaro: in assenza di interventi ritenuti adeguati, gli autotrasportatori sono pronti a organizzare «un corteo verso Roma con tutti i mezzi».
