Roma è stata il palcoscenico di un nuovo grande raduno del movimento sindacale: la Cgil ha convocato la manifestazione “Via maestra” con l’obiettivo di dare impulso a una mobilitazione nazionale. L’appuntamento è fissato per il 20 novembre data in cui il sindacato prevede di lanciare uno sciopero generale. Il corteo, partito da Piazza del Popolo e proseguito verso Piazza della Repubblica, ha raccolto più di 100mila partecipanti, includendo operai, studenti, agricoltori e autotrasportatori.
Il corteo di Via maestra: itinerario, protagonisti e simboli
Lungo il percorso, la folla ha sventolato cartelli con gli slogan “Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione” e ha ascoltato interventi di leader politici. Sul palco di Piazza del Popolo, Maurizio Landini segretario generale della Cgil, ha ribadito l’impegno della tenuta, affiancato da Elly Schlein (segretaria del PD), Giuseppe Conte (leader del M5S), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di AVS, questi ultimi con un caschetto della Fiom.
Il momento più simbolico è stato l’abbraccio tra Schlein e Conte, testimone dell’unità tra le forze del campo largo.
Le richieste concrete emerse dal corteo
Il discorso di Landini ha tracciato una lista di richieste che spazia dal aumento dei salari e delle pensioni alla fine della precarietà, passando per la proposta di un contributo di solidarietà dell’1% su chi possiede un patrimonio netto superiore a 2 milioni di euro.
Secondo i calcoli della Cgil, una tale misura coinvolgerebbe circa 500mila contribuenti e consentirebbe di raccogliere tra i 25 e 26 miliardi di euro da destinare a sanità, istruzione e affitti. Inoltre, il sindacato ha chiesto il rimborso di 4,5 miliardi ai lavoratori dipendenti e pensionati, definendolo “rapinato” nel corso dell’anno, e ha denunciato i 30 miliardi di maggiori spese fiscali sostenute dal 2022 al 2025.
Dichiarazioni di Landini e reazioni dei leader politici
Dal palco di Piazza del Popolo, Landini ha pronunciato frasi che sono diventate il grosso della comunicazione: “Siamo più di 100mila, siamo davvero tanti che da questa piazza parlano al Paese. È ora di riprenderci la parola”. Ha poi attaccato il governo, chiedendo risposte “non le marchette elettorali”, ma azioni concrete a partire dalla prossima legge di bilancio. Tra i messaggi più incisivi, ha ricordato che “I diritti non sono il regalo di nessuno” e che “Lo sciopero è lo strumento più solidale che esiste“.
Le parole di Schlein hanno sottolineato la necessità di spostare le priorità di spesa: “Se il governo porta la spesa militare al 5%, noi dobbiamo portare la spesa sanitaria al 7%, ovvero alla media europea”. Contro il governo Meloni, Conte ha dichiarato che “non si può più parlare di record economici, ma di una realtà di caro vita che soffoca cittadini, agricoltori e imprese”. Fratoianni ha chiesto al governo di affrontare le vere emergenze, mentre Bonelli ha accompagnato il discorso con un cenno al dialogo con il Papa sulla “pace disarmata”.
Il ruolo della Via maestra e delle associazioni
La manifestazione è stata organizzata da più di cento associazioni laiche e cattoliche, parte della coalizione “Via maestra”. Oltre ai sindacati, partecipano gruppi come la Fiom e le organizzazioni ambientali, indicando un’ampia alleanza su temi quali sanità pubblica, istruzione gratuita, tutela ambientale e difesa della Costituzione. Il richiamo a una democrazia parlamentare fondata sul lavoro e sulla giustizia sociale è stato ribadito più volte, in contrapposizione a una “terza Repubblica autoritaria” sostenuta da politiche di mercato.
Con l’annuncio del sciopero generale previsto per il 20 novembre, la Cgil intende trasformare l’energia raccolta in piazza in una pressione reale sul Parlamento, chiedendo che le proposte di riforma fiscale e di investimento siano inserite nella manovra di bilancio. Il movimento ha chiuso la manifestazione con il canto di “Bella Ciao” interpretato dai Modena City Ramblers, simbolo di una protesta che vuole restare viva nel dibattito nazionale.
