Il 17 ottobre le strade del centro di Roma sono state teatro di una delle più grandi manifestazioni nazionali degli ultimi mesi. Organizzata dalla Cgil e da oltre cento realtà laiche e cattoliche aderenti alla “Via maestra”, l’assemblea ha raccolto più di centomila partecipanti che hanno marciato dal punto di partenza di Piazza della Repubblica fino a Piazza del Popolo, sostenendo un programma che spazia dal lavoro alla pace passando per ambientewelfare e la difesa della Costituzione.
Il corteo dalla Repubblica al Popolo: numeri e percorso
Il raduno è iniziato alle 13:30 davanti al maestoso Palazzo delle Finanze, dove un primo discorso ha dato il via al corteo. Dopo circa tre ore di marcia, la folla ha raggiunto Piazza del Popolo intorno alle 17:00, dove sono stati allestiti un palco e una serie di interventi.
La presenza di giovani, operai, insegnanti, agricoltori e camionisti ha conferito al corteo una dimensione trasversale, evidenziando la volontà di unire le diverse lotte sociali sotto un unico vessillo.
Le richieste al centro del manifesto
Salari, lavoro e parità di genere
Tra le prime rivendicazioni vi è l’incremento dei salari e delle pensioni, unitamente alla cancellazione dei contratti a termine e al contrasto del lavoro povero.
I manifestanti hanno inoltre sottolineato la necessità di colmare il divario retributivo tra donne e uomini, chiedendo misure concrete per la parità di genere nel mercato del lavoro.
Un fisco più giusto
Il programma prevede la lotta all’evasione fiscale la riduzione del carico imposto su salari e pensioni e l’introduzione di una tassazione più progressiva. Sono richiesti appunto tributi più severi su extra-profitti, rendite e grandi ricchezze così da garantire che chi possiede di più contribuisca in misura maggiore.
Sanità, istruzione e diritto alla casa
Le richieste riguardano anche il finanziamento della sanità pubblica al 7,5% del Pil e quello dell’istruzione al 5%. Si esige l’assunzione di nuovo personale, la riduzione delle liste d’attesa e la garanzia di servizi di qualità in tutto il territorio nazionale. Per quanto riguarda l’accesso alla casa la proposta prevede un nuovo “Piano Casa” con offerta di alloggi pubblici e sociali, l’efficientamento energetico del patrimonio abitativo e la sicurezza degli edifici esistenti.
Lavoro verde e opposizione al riarmo
Il documento della “Via maestra” promuove una politica industriale capace di coniugare crescita occupazionale e transizione ecologica, integrando le ragioni di industria, energia, mobilità, agricoltura e tutela del territorio. Parallelamente, è espresso un netto no all’aumento della spesa militare a favore di una diplomazia attiva, della cooperazione internazionale e del disarmo.
Interventi dei protagonisti politici
Durante la manifestazione, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini ha richiamato l’attenzione sul messaggio del Papa, definendolo una «voce quasi unica» per una pace disarmata. Landini ha ammonito su un rischio culturale: la sostituzione della diplomazia con la guerra, ricordando che senza politiche democratiche non esistono diritti né giustizia sociale. Ha inoltre criticato il governo per la spinta verso l’autonomia differenziata e l’eventuale erosione della Costituzione, definendo il progetto di una “Terza Repubblica” come una minaccia autoritaria.
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein ha sottolineato l’importanza della partecipazione giovanile, dichiarando che i manifestanti sono il presente più che il futuro. Ha evidenziato la mancanza di risposte concrete del governo su temi come il caro vita, l’energia e i trasporti, chiedendo la fine della criminalizzazione del dissenso e l’adozione di priorità costituzionali: più spesa sanitaria, meno spesa militare.
Il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte ha salutato Landini dal palco, condividendo il bisogno di un dialogo sociale più ampio e la necessità di difendere la democrazia attraverso la partecipazione attiva dei cittadini.
In altre città, come Milano, la manifestazione ha subito violenze: una sferzata di pietre contro la polizia in via Broletto ha causato danni a edifici storici e lanci di bombolette e fuochi pirotecnici. L’episodio ha confermato la varietà di scenari su cui la protesta si è manifestata, ma a Roma il messaggio è rimasto pacifico e organizzato.
La giornata si è conclusa con la convocazione di un’assemblea finale a Piazza del Popolo, dove è stato ribadito che la difesa della Costituzione resta al centro di ogni rivendicazione, così come la promozione di una società più equa, solidale e rispettosa dell’ambiente.
