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Sondaggio YouTrend: affluenza decide tra sì e no al referendum sulla giustizia

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Un nuovo sondaggio mette al centro l'elemento decisivo: l'affluenza. Con alta partecipazione sì e no risultano alla pari, mentre con bassa partecipazione prevale il no.

Un recente sondaggio di YouTrend per Sky TG24 mostra che il risultato del referendum sulla riforma della giustizia potrebbe decidersi più alla cassa elettorale che nei sondaggi: la chiave è la partecipazione. Se l’affluenza sarà alta, SÌ e NO si trovano praticamente in parità; se invece gli elettori si limiteranno ai cosiddetti “sicuri”, il NO prende vantaggio. In altre parole, la mobilitazione sarà il fattore decisivo.

Cosa dice il sondaggio
– Nello scenario definito “bassa affluenza” (considerando solo chi dichiara che andrà sicuramente a votare) il NO è avanti con il 53,1%. – Nel modello di “alta affluenza”, che include anche chi probabilmente voterà, SÌ e NO si attestano entrambi al 50,0%.

Questo ribaltamento dipende dalla diversa composizione dell’elettorato atteso rispetto alla platea dei votanti certi: è proprio questo elemento — chi andrà realmente alle urne — che andrà seguito nelle prossime settimane.

Trend e confronto con rilevazioni precedenti
Le serie storiche rilevate da YouTrend indicano un lieve aumento delle preferenze per il NO nelle settimane recenti, in entrambi gli scenari. La parità nell’ipotesi di maggiore partecipazione lascia la partita aperta, ma la tendenza al rafforzamento del NO suggerisce una polarizzazione che può influenzare le strategie di campagna e gli sforzi di mobilitazione.

Come si distribuisce il voto per gruppi demografici e aree
Il voto appare molto marcato in base a orientamento politico ed età:
– Nel centrodestra oltre il 92% degli elettori si dichiara favorevole al SÌ in entrambi gli scenari. – Nel cosiddetto Campo Largo circa nove elettori su dieci si orientano verso il NO. – Tra i giovani (18-34 anni) prevale il NO: 56% nello scenario di alta affluenza e 63% in quello di bassa partecipazione. – Tra gli over 55 il SÌ è leggermente avanti, intorno al 53%.

Sul piano territoriale e socio-economico, l’affluenza potenziale risulta più elevata nel Nord e tra i laureati, mentre nel Mezzogiorno si osserva una minore propensione al voto. Un maggiore afflusso nelle aree e tra i gruppi più favorevoli al SÌ favorirebbe quel fronte; viceversa, una mobilitazione concentrata nelle zone pro NO amplierebbe il vantaggio dell’altro schieramento.

Altri dati politici e percezioni dell’opinione pubblica
Il sondaggio conferma Fratelli d’Italia come primo partito al 28,7%, seguito dal Partito Democratico al 21,8% e dal Movimento 5 Stelle al 12,3%. Forza Italia è all’8,4% e la Lega al 6,1%. Il gradimento per il governo guidato da giorgia meloni mostra segnali di miglioramento: il giudizio positivo sale al 34%, mentre le valutazioni negative restano prevalenti al 57%.

L’indagine segnala inoltre una forte preoccupazione per possibili episodi di violenza politica anche in Italia. Questo timore si traduce in una maggiore attenzione verso temi come l’ordine pubblico e il contrasto agli abusi di potere, che risultano tra le priorità dell’opinione pubblica.

Metodologia e precisione delle stime
La rilevazione, condotta con metodologia CAWI tra il 24 e il 25 febbraio 2026, si basa su un campione rappresentativo di 809 intervistati, stratificato per sesso, età, titolo di studio e ripartizione ISTAT. Il margine di errore è di +/- 3,4% con un intervallo di confidenza al 95%. Questi parametri evidenziano la variabilità statistica delle stime e confermano quanto l’esito della consultazione sia sensibile ai livelli di affluenza. Le prossime settimane saranno