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Allarme supermercati, aumenta il rischio degli scaffali vuoti: sempre più alti i prezzi di pomodori e insalate

Allarme supermercati, aumenta il rischio degli scaffali vuoti: sempre più alti i prezzi di pomodori e insalate

Pomodori e insalate iniziano a scarseggiare, ma anche peperoni, melanzane e carote.

E’ allarme frutta e verdura nei supermercati, per via dei prezzi sempre più alti c’è infatti il rischio da qui in avanti di trovare gli scaffali vuoti. A scarseggiare sono soprattutto pomodori e insalata, ma anche melanzane, peperoni e carote. I dettagli.

Allarme supermercati, aumenta il rischio degli scaffali vuoti: sempre più alti i prezzi di pomodori e insalate

Gli effetti del caldo estremo, della siccità e della grandine cominciano a farsi sentire anche nei supermercati, con diversi prodotti che cominciano a scarseggiare, come pomodori e insalata. In caso di importazione ad esempio dall’Olanda questi due prodotti agricoli possono arrivare a costare anche 7 o 8 euro al chilo. A segnalare il problema, come riporta La Repubblica, anche il cartello apparso negli store Esselunga: “A seguito delle condizioni climatiche delle zone di produzione, la disponibilità di alcuni prodotti ortofrutticoli potrebbe essere temporaneamente ridotta.” Anche Coop Alleanza 3.0 ha segnalato una minore disponibilità di insalate, pomodori e altri prodotti.

Sono infatti a rischio anche melanzane, peperoni e carote.

Supermercati, rischio scaffali vuoti: come mai pomodori e insalata scarseggiano?

Come visto sono sempre più a rischio prodotti quali pomodori e insalate, che rischiano appunto di non essere presenti nei supermercati. Come riporta sempre Repubblica, “il caldo prolungato ha rallentato la crescita di alcune colture“, che in aggiunta a grandine, temporali e vento hanno fatto sì che le forniture ai supermercati diventassero meno regolari.

Secondo le stime di Coldiretti, i danni provocati all’agricoltura italiana da caldo estremo, siccità, grandine e incendi hanno superato i 3 miliardi di euro. A settembre le perdite dei raccolti hanno raggiunto in alcune zone punte dell’80%. Tra i comparti in difficoltà figurano anche mais, riso, seminativi e foraggi, mentre le aziende sostengono maggiori costi per irrigazione ed energia.

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