La pedopornografia è costante oggetto di indagini da parte della Polizia perché si tratta di una pratica illegale che ha molti seguaci e ideatori in diversi angoli del mondo anche l’Italia non è da meno ed è proprio dal nostro paese che sarebbe partita una rete di condivisione di materiale, sia video che fotografico che ha coinvolto moltissime persone.
Agivano su Telegram, i gruppi chiudevano e riaprivano
La Polizia italiana inizia ad indagare su segnalazione dell’agenzia investigativa americana “Homeland Security Investigations” che nel 2024 aveva individuato un gruppo sospetto chiamato “New Saga”.
Da quel momento è partita l’indagine della Polizia Postale che è durata oltre un anno ed ha permesso di carpire chi era al comando della rete che postava contenuti a carattere pedopornografico.
Per accedere al gruppo si doveva pagare un abbonamento che variava dai 3 ai 9 dollari al mese, per continuare a restare all’interno gli utenti, oltre 1.000 persone in tutto il mondo, dovevano anche postare contenuti filmati o fotografati da loro stessi.
“Un commercio indegno di minori”
Il capo della Polizia, il questore Gabrielli ha spiegato come sono arrivati agli amministratori del gruppo, 4 italiani residenti tra Napoli, Barletta e Verona, con un quinto trovato in Svizzera.
Le transazioni e gli importi hanno permesso di risalire ad uno dei capi e successivamente si è arrivati al resto del gruppo. Le condivisioni, come riporta LiberoQuotidiano, han visto la promozione di 34 mila fotografie e oltre 20 mila filmati per un totale che sfiorava i 300 GB di materiale.
Lo stesso Gabrielli ha spiegato di essere di fronte alla prima organizzazione di pedopornografia con vertici italiani che faceva affari in tutto il mondo.
In totale gli arrestati sono 17 persone, dieci di questi beccati dalla Polizia in flagranza di reato, le indagini della direzione distrettuale antimafia di Roma, sono state coordinate dal procuratore Francesco Lo Voi.
