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La situazione a Gaza continua a deteriorarsi, specialmente dopo che l’UNRWA ha annunciato drastici tagli al personale e una riduzione dei salari. La vita dei palestinesi è già segnata da anni di conflitto e ora, con la diminuzione dei fondi, si trovano a fronteggiare ulteriori sfide. Una delle storie più toccanti è quella di Maryam Shaaban, un’insegnante con 18 anni di servizio nell’agenzia, che ha recentemente appreso di essere tra i 600 dipendenti licenziati.
La crisi dell’UNRWA e il suo impatto sui dipendenti
L’UNRWA, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, ha comunicato che il suo bilancio per il 2026 presenta un deficit di circa 220 milioni di dollari. Questo squilibrio finanziario ha portato a una serie di misure di austerità, tra cui una riduzione del 20% degli stipendi per il personale locale e la cessazione dei contratti per coloro che si trovano al di fuori di Gaza. Queste decisioni hanno avuto un impatto devastante sulla vita quotidiana dei dipendenti, molti dei quali già lottano per sopravvivere in mezzo a difficoltà crescenti.
Le storie di vita dei dipendenti colpiti
Maryam, 52 anni, attualmente sfollata in Egitto con il marito ferito, ha raccontato il suo dramma personale. Fuggita dalla sua casa a Jabalia a causa di un attacco aereo israeliano, ha perso la sua giovane figlia e altri familiari. Ora, oltre al dolore per la perdita, deve affrontare anche l’incertezza economica dovuta alla sua disoccupazione. “Lasciare i miei figli a Gaza mentre cerco assistenza per mio marito è una punizione che non avrei mai immaginato di dover sopportare”, ha dichiarato con voce rotta.
Le accuse contro l’UNRWA e l’escalation delle tensioni
Le tensioni tra Israele e l’UNRWA sono aumentate negli ultimi anni, con le autorità israeliane che accusano l’agenzia di avere legami con Hamas, senza però fornire prove concrete. Queste affermazioni hanno portato ad una crescente pressione sull’agenzia, culminando nella legge del Knesset che vieta l’operato dell’UNRWA in aree considerate parte della sovranità israeliana. Questa legislazione ha sollevato preoccupazioni tra gli esperti internazionali, che la vedono come un attacco diretto ai diritti umani e all’assistenza umanitaria ai palestinesi.
Le reazioni internazionali alle demolizioni dell’UNRWA
Ultimamente, undici paesi, tra cui Belgio, Canada e Francia, hanno condannato le demolizioni degli uffici dell’UNRWA a Gerusalemme Est. Hanno definito queste azioni come “un atto senza precedenti” contro un’agenzia delle Nazioni Unite, esprimendo preoccupazione per l’impatto che tali misure hanno sull’assistenza umanitaria. “Chiediamo a Israele di fermare tutte le demolizioni e rispettare i diritti umani dei palestinesi”, si legge in una dichiarazione congiunta.
Il ruolo cruciale dell’UNRWA nella società palestinese
In un contesto in cui circa il 70% della popolazione di Gaza fa affidamento sull’UNRWA per i servizi fondamentali, la riduzione dei fondi rappresenta una minaccia esistenziale. L’agenzia fornisce istruzione, assistenza sanitaria e supporto sociale, elementi essenziali per mantenere un minimo di stabilità. Tuttavia, i recenti sviluppi hanno sollevato interrogativi sulla sua capacità di continuare a operare efficacemente.
Le conseguenze della crisi umanitaria
Le condizioni di vita a Gaza sono già critiche, e i tagli all’UNRWA amplificano la sofferenza dei cittadini. Jihan al-Harazin, una madre di tre figli, ha descritto come la sua famiglia dipendesse completamente dai servizi dell’agenzia. “UNRWA era il nostro pilastro di sopravvivenza”, ha dichiarato, lamentando la mancanza di assistenza alimentare e medica a seguito della guerra e dei blocchi. Senza il supporto dell’agenzia, molti si trovano in una situazione di vulnerabilità estrema, aumentando il rischio di malnutrizione e malattie.
In conclusione, la situazione a Gaza richiede un’attenzione urgente e una risposta internazionale. La comunità globale deve fare pressione affinché l’UNRWA possa continuare a operare e fornire assistenza ai palestinesi, garantendo così il rispetto dei diritti umani e la dignità di milioni di persone in difficoltà.