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Teheran: in guerra contro terroristi, Ue valuta nuove sanzioni

Teheran, 12 gen. (askanews) – Mentre si moltiplicano in Iran e all’estero le manifestazioni a sostegno di un cambio di regime, anche le autorità di Teheran promuovono dimostrazioni popolari a supporto del potere.

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, definisce una “guerra contro terroristi” la risposta delle autorità al movimento di protesta che attraversa il Paese.

Le dichiarazioni arrivano durante un intervento davanti a manifestanti radunati a Teheran in sostegno del regime: “La nazione iraniana, coraggiosa e nobile, oggi combatte questo nemico su quattro fronti simultaneamente – ha detto Ghalibaf – L’Iran combatte il nemico nella guerra economica, nella guerra cognitiva e psicologica, nello scontro militare congiunto con gli Stati Uniti e il regime sionista, e ora in una guerra contro terroristi”.

Sul fronte internazionale, l’Unione europea valuta nuove sanzioni contro Teheran dopo la repressione delle recenti manifestazioni. A dirlo è la portavoce capo della Commissione europea, Paula Pinho: “Abbiamo già preso una posizione chiara su questo tema, sia da parte nostra sia da parte della presidente, Ursula von der Leyen, e stiamo effettivamente valutando nuove sanzioni”.

Intanto, dagli Stati Uniti, il figlio dello scià iraniano deposto nel 1979, Reza Pahlavi, afferma di essere pronto a rientrare in Iran per guidare una fase di transizione verso un governo democratico.