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Tragedia nel Mediterraneo: corpi in Libia e naufragio vicino a Creta con dispersi

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recuperati cinque corpi sulla costa libica e segnalati morti e decine di dispersi dopo il capovolgimento di un'imbarcazione vicino a Creta; ricerche attive e preoccupazione delle organizzazioni umanitarie

Chi: migranti diretti verso l’Europa. Cosa: due incidenti separati con vittime e numerosi superstiti. Dove: costa di Qasr al-Akhyar, vicino a Tripoli, e mare a sud di Creta. Quando: eventi recenti segnalati dalle autorità locali e dai residenti. Perché: le traversate attraverso la rotta libica rimangono estremamente rischiose a causa di imbarcazioni sovraccariche e condizioni meteorologiche avverse.

Recupero dei corpi a Qasr al-Akhyar

Residenti e forze dell’ordine hanno rinvenuto i corpi di cinque persone sulla costa di Qasr al-Akhyar, nelle vicinanze di Tripoli. Le autorità locali hanno avviato le procedure per l’identificazione e la notifica dei familiari. Sul luogo sono intervenuti servizi di sicurezza e operatori sanitari per i rilievi e le prime indagini.

Affondamento a sud di Creta durante un soccorso

Un’imbarcazione di legno è affondata nel tratto marino a sud di Creta mentre era in corso un’operazione di soccorso. L’episodio ha causato morti, dispersi e decine di superstiti tratti in salvo. Le autorità greche e le unità di soccorso marittimo hanno coordinato le ricerche e il recupero dei naufraghi.

Gli avvenimenti si inseriscono in un contesto di flussi migratori intensi verso l’Europa. Le commissioni umanitarie e le autorità marittime segnalano condizioni estremamente pericolose e un incremento delle traversate dalla Libia. Ulteriori sviluppi sulle indagini e sulle operazioni di ricerca sono attesi dalle autorità competenti.

Recupero di corpi in Libia e circostanze locali

Le autorità locali hanno recuperato cinque corpi sulla costa di Qasr al-Akhyar. I rilievi medico-legali preliminari indicano tratti somatici coerenti con migranti di pelle scura. Tra le vittime vi sarebbero due donne.

I soccorritori hanno inoltre segnalato l’avvistamento di quello che sembrava essere il corpo di un bambino. Il corpo è stato trascinato dalla corrente verso il largo durante le operazioni di recupero, evidenziando la pericolosità della traversata.

Le forze di polizia hanno coinvolto la Croce Rossa per il recupero e le procedure di identificazione. Gli operatori procedono con rilievi e raccolta di elementi utili per stabilire l’identità e le cause del decesso.

Gli agenti ritengono che altre salme possano ancora essere trascinate a riva dalle onde. Ulteriori sviluppi sulle indagini e sulle operazioni di ricerca sono attesi dalle autorità competenti.

Contesto libico e rischi per i migranti

A seguito delle operazioni di recupero e delle indagini in corso, la situazione lungo la costa continua a evidenziare criticità per chi tenta la traversata. Le reti di traffico e il collasso delle strutture statali hanno trasformato la fascia costiera in un punto di partenza altamente pericoloso.

La Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) ha denunciato ripetutamente pratiche abusive nei confronti dei migranti. Tra le violazioni segnalate figurano detenzioni arbitrarie, estorsioni, torture e sfruttamento sessuale. Tali segnalazioni contribuiscono a definire la rotta del Mediterraneo centrale come una delle più rischiose per i migranti.

Incidenti recenti, incluso il capovolgimento di un gommone con oltre cinquanta persone a bordo, hanno causato decine di vittime e dispersi. Questi eventi mettono in luce la precarietà dei mezzi impiegati e l’assenza di soccorsi efficaci nelle fasi iniziali della traversata.

Le autorità competenti hanno avviato indagini sulle circostanze dei naufragi e sulle responsabilità delle reti criminali. Ulteriori sviluppi sulle operazioni di ricerca e sulle azioni giudiziarie sono attesi dalle stesse autorità.

Naufragio vicino a Creta: soccorsi, vittime e incertezza sul numero reale

Alle acque a sud di Creta, nell’area di Kaloi Limenes, un’imbarcazione di legno si è capovolta durante un’operazione di soccorso che coinvolgeva navi commerciali e la Guardia costiera. L’incidente è avvenuto mentre venivano calate scale e tentati imbarchi, condizioni che hanno alterato l’equilibrio dell’imbarcazione a causa della concentrazione di persone su un lato.

Le autorità hanno confermato il recupero di salme e il soccorso di decine di superstiti. Tuttavia permangono discrepanze nei numeri forniti dalle diverse agenzie: alcune riportano tre corpi recuperati, altre citano almeno cinque vittime e circa venti persone disperse. Non sono stati diffusi elenchi ufficiali completi dei passeggeri.

I soccorsi hanno coinvolto unità navali e mezzi di superficie delle imbarcazioni commerciali presenti in zona. Le operazioni di ricerca e recupero sono proseguite nelle ore successive con rotazione dei mezzi e verifiche dei resti dell’imbarcazione. Le attività hanno avuto priorità di recupero dei dispersi e identificazione delle salme.

Le autorità marittime hanno avviato accertamenti per ricostruire dinamica e responsabilità dell’incidente. Le indagini si concentreranno sulle modalità di soccorso, sulle condizioni del natante e sul numero reale delle persone a bordo. Ulteriori sviluppi sulle operazioni di ricerca e sulle azioni giudiziarie sono attesi dalle stesse autorità.

Operazioni di ricerca e testimonianze

Le ricerche in quella zona proseguono con pattuglie della Guardia Costiera, unità navali e aeree della Frontex e imbarcazioni mercantili in transito. I soccorsi sono coordinati sul posto dalle autorità marittime, che hanno intensificato le attività dopo il rovesciamento dell’imbarcazione.

I superstiti, per lo più cittadini egiziani e sudanesi, tra i quali figurano alcuni minori, hanno dichiarato che sull’imbarcazione erano presenti circa cinquanta persone. Nelle vicinanze è stata individuata un’altra nave sospetta con circa quaranta persone a bordo, circostanza che ha determinato ulteriori interventi di soccorso.

Le autorità mantengono ricerche estese nella speranza di trovare altri sopravvissuti. Il numero definitivo delle vittime resta incerto e potrebbe aumentare con l’emersione di nuove informazioni. Ulteriori sviluppi sulle operazioni e sulle eventuali azioni giudiziarie sono attesi dalle stesse autorità.

Implicazioni politiche e umanitarie

Le autorità nazionali e le istituzioni europee valutano l’impatto di questi episodi sulla gestione dei flussi nel Mediterraneo orientale, con pressioni crescenti per conciliare controllo delle frontiere e obblighi di salvare vite in mare. Le operazioni di soccorso e le decisioni amministrative seguono le valutazioni di rischio formulate durante le attività di ricerca e recupero.

Nel 2026, secondo il UNHCR, oltre 16.770 richiedenti asilo sono sbarcati a Creta. Per gestire l’emergenza, le autorità elleniche hanno sospeso temporaneamente l’esame di alcune domande di asilo e aumentato la capacità degli hotspot sull’isola. Contemporaneamente, rapporti delle Nazioni Unite segnalano abusi sistematici ai danni dei migranti in Libia e chiedono moratorie sui respingimenti verso quel paese fino al ripristino di condizioni minime di sicurezza.

Proseguono gli appelli da parte di ONG e organismi internazionali per potenziare i meccanismi di ricerca e soccorso e per adottare misure politiche coordinate. La reiterazione di tragedie simili sottolinea due verità complementari: le rotte dal Nord Africa restano estremamente pericolose e la risposta politica e umanitaria risulta ancora insufficiente. La combinazione di sequestri, sfruttamento e imbarcazioni sovraffollate trasforma la traversata in una scommessa sulle probabilità di sopravvivenza. Le organizzazioni chiedono inoltre soluzioni strutturali per affrontare le cause profonde delle migrazioni, inclusi interventi di stabilizzazione locale e percorsi legali alternativi. Le autorità nazionali e le istituzioni europee sono al lavoro su possibili misure condivise; nei prossimi giorni sono attesi aggiornamenti sui tavoli di coordinamento già avviati.