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Valanga a Punta Leysser: un morto e un ferito
Il 19 una valanga si è staccata nei pressi di Punta Leysser, in Valle d’Aosta, a quota 2.550 metri, travolgendo un gruppo di cinque scialpinisti. L’episodio ha evidenziato la pericolosità delle condizioni nivologiche e le difficoltà operative causate da vento e scarsa visibilità.
La comitiva, composta da escursionisti stranieri, ha lanciato l’allarme immediatamente dopo il distacco.
I soccorsi hanno avviato le ricerche sul posto nonostante le condizioni meteo avverse. Il bilancio provvisorio indica tre persone illese e due estratte dalle masse nevose.
Uno dei feriti è stato trasportato in condizioni gravissime al Pronto Soccorso Parini di Aosta, dove è successivamente deceduto. L’altro è stato ricoverato per accertamenti in condizioni non gravi.
Le difficoltà del soccorso in quota
L’altro è stato ricoverato per accertamenti in condizioni non gravi. Le operazioni di recupero si sono svolte in un contesto particolarmente complesso. Il vento forte e la scarsa visibilità hanno impedito all’elicottero di raggiungere subito la zona interessata.
Per ridurre i rischi è stata inviata una squadra composta da otto operatori. La formazione comprendeva tecnici del SAV, personale del SAGF, un medico e l’unità cinofila. Gli operatori hanno seguito percorsi sicuri per raggiungere l’area di distacco della massa nevosa e valutare le condizioni del luogo prima dell’estrazione.
Intervento a piedi e con gli sci
Dopo aver valutato le condizioni del luogo, i soccorritori hanno raggiunto l’area di distacco percorrendo itinerari preventivamente sicuri. Il gruppo è partito da una quota inferiore, lasciata come punto di sbarco a circa 500 metri dal luogo dell’evento.
L’impiego della tecnica scialpinistica è risultato necessario per garantire mobilità e sicurezza su pendii ripidi. Le squadre hanno operato in presenza di placche ventate, definite come aree a tensione superficiale particolarmente fragile, adeguando tempi e modalità di intervento alla stabilità del manto nevoso.
Il ruolo dell’elicottero e il trasporto in ospedale
Con il miglioramento delle condizioni meteorologiche e l’attenuarsi del vento, l’elicottero ha potuto avvicinarsi a Punta Leysser e recuperare i due feriti. Entrambi sono stati trasferiti al Pronto Soccorso Parini per le valutazioni mediche necessarie. L’uomo estratto in condizioni gravi è deceduto durante le fasi successive al trasporto. L’altro ferito è rimasto in osservazione in fase diagnostica.
Fattori che hanno aggravato l’incidente
Il bollettino nivologico indicava un livello di pericolo 4 su 5 nella zona, classificato come forte. Tale valore corrisponde a elevata probabilità di distacchi spontanei o provocati. La combinazione di precipitazioni recenti, vento e temperature favorevoli all’accumulo ha reso instabile il manto nevoso. Queste condizioni hanno aumentato la difficoltà dell’intervento e il rischio per i soccorritori impegnati nelle operazioni.
Accertamenti e ricostruzione
Le condizioni meteorologiche avverse hanno ampliato la complessità delle operazioni di soccorso. Le autorità competenti hanno avviato indagini per ricostruire la dinamica del distacco.
Militari della Guardia di Finanza e operatori del soccorso raccolgono le testimonianze della guida che accompagnava il gruppo e degli scialpinisti rimasti illesi. L’obiettivo è determinare il punto di partenza della colata — intesa come massa nevosa in movimento — l’orientamento del pendio e le manovre eventualmente effettuate prima del distacco.
Oltre agli accertamenti tecnico-scientifici, le autorità richiamano l’attenzione sulla scelta del momento per le escursioni in montagna. In presenza di rischio valanghe 4 è raccomandata massima cautela e, in molti casi, la rinuncia all’attività su pendii esposti.
Riflessioni e prevenzione
La vicenda conferma la necessità di una valutazione prudente del rischio prima di intraprendere attività su terreni innevati. I soccorritori hanno ridotto l’organico nelle fasi iniziali quando le condizioni meteorologiche hanno impedito il supporto aereo, per non esporre ulteriori persone a pericolo. È fondamentale l’uso di dispositivi di sicurezza come ARTVA, pala e sonda e la partecipazione a esercitazioni pratiche periodiche.
Dal punto di vista operativo, conoscere il bollettino valanghe e saper interpretare i segnali del terreno sono competenze determinanti. Le guide e i partecipanti devono integrare informazioni meteorologiche, condizioni del manto nevoso e visibilità per una decisione informata. La formazione continua e l’adozione rigorosa delle procedure rimangono leve essenziali per ridurre il rischio di eventi analoghi.