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Tram deragliato a Milano: cosa cercano gli investigatori tra malore e 'uomo morto'

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Dopo il deragliamento del tram della linea 9, gli investigatori indagano il malore del conducente e il funzionamento del sistema di sicurezza 'uomo morto' per ricostruire la dinamica dell'incidente

Il deragliamento del tram della linea 9, avvenuto il 27 febbraio a Milano all’angolo con via Lazzaretto, ha provocato due vittime e numerosi feriti. L’incidente ha attivato immediatamente accertamenti tecnico-giudiziari volti a ricostruire dinamica e responsabilità.

Le autorità stanno acquisendo filmati, registrazioni elettroniche e testimonianze per ricostruire gli ultimi istanti prima dell’impatto contro l’edificio. L’obiettivo è chiarire se la perdita di controllo sia stata causata esclusivamente da un malore del conducente o se fattori meccanici e di sistema abbiano contribuito alla catena di eventi. Le attività investigative coinvolgono la Procura di Milano, la Polizia locale, i tecnici di Atm e consulenti incaricati della ricostruzione cinematica.

Le prove raccolte: immagini e dati di bordo

Le indagini proseguono con l’analisi delle registrazioni delle telecamere interne e delle riprese esterne dell’area interessata. I filmati sono stati acquisiti per ricostruire la sequenza dei movimenti e verificare eventuali segnali di malore dell’operatore. Parallelamente, sono stati repertati i dati tecnici del convoglio relativi a velocità, comandi di guida e frenata. Tali elementi serviranno a stabilire l’esatta durata della corsa cieca, ossia il periodo in cui il veicolo si è mosso senza interventi correttivi. Perizia e sincronizzazione dei timestamp consentiranno di incrociare filmati e log di bordo e di definire la timeline degli eventi.

Che cosa cercano nelle registrazioni

Dagli esami tecnici gli analisti e i periti cercano risposte a quesiti operativi precisi. Vogliono stabilire quando è iniziato il malessere del conducente. Verificano se siano scattati allarmi a bordo e come si siano manifestati. Controllano il comportamento del veicolo nei minuti precedenti l’impatto, inclusi accelerazioni, frenate e traiettoria. Le immagini possono chiarire se il convoglio abbia saltato la fermata precedente per mancanza di passeggeri oppure per incapacità del conducente ad azionare i comandi. La sincronizzazione dei timestamp con i log di bordo permetterà di ricostruire con precisione la timeline degli eventi e di alimentare la perizia.

Il ruolo del sistema di sicurezza ‘uomo morto’

Dalla sincronizzazione dei timestamp con i log di bordo deriva la verifica del comportamento del dispositivo noto come uomo morto. Si tratta di un sistema che richiede conferme periodiche dall’operatore e interviene automaticamente in assenza di risposta. Gli accertamenti tecnici devono stabilire se il dispositivo fosse attivo al momento dell’evento, se abbia registrato allarmi e in quale sequenza temporale siano comparsi. Gli investigatori valuteranno inoltre i motivi per cui, in caso di mancato intervento umano, il meccanismo non abbia attivato la procedura di emergenza prevista, prima con un allarme sonoro e poi con la frenata. Le registrazioni telemetriche e i dati di bordo saranno confrontati con i report degli interventi per definire la catena causale dell’incidente.

Possibili scenari e punti critici

Le registrazioni telemetriche saranno confrontate con i report degli interventi per definire la catena causale dell’incidente. Tra le ipotesi esaminate figura la possibilità che il conducente abbia continuato a premere il comando durante il malore, impedendo così l’attivazione dell’allarme. Un’alternativa è il malfunzionamento del dispositivo di sicurezza, con conseguente mancata rilevazione dell’assenza di vigilanza. La verifica dei log elettronici e la consulenza cinematica rimangono strumenti essenziali per discriminare le ipotesi e ricostruire la dinamica del deragliamento.

Il quadro giudiziario e le reazioni istituzionali

La Procura di Milano, coordinata dalla pm Elisa Calanducci, ha acquisito la documentazione della Polizia locale e del Nucleo Radiomobile. L’ufficio inquirente valuta di ascoltare il conducente nei prossimi giorni. La posizione formale è al vaglio in attesa degli esiti delle perizie tecniche. Se disposte, le autopsie sulle vittime serviranno a ricostruire il trauma subito e le modalità dell’espulsione dal convoglio. Le indagini procederanno con l’analisi incrociata di dati di bordo, rilievi sul luogo e consulenze specialistiche.

Le istituzioni locali e regionali hanno espresso cordoglio per le due persone decedute e vicinanza ai feriti. Il sindaco e l’assessora alla Mobilità hanno seguito le operazioni di soccorso sul posto. La Regione ha attivato supporti sanitari e psicologici per le famiglie coinvolte. Atm ha confermato la collaborazione con gli inquirenti e ha deposto mazzi di fiori nel luogo dell’impatto come segno di lutto.

Conseguenze pratiche e questioni aperte

Oltre alla ricostruzione tecnico‑giudiziaria, l’incidente solleva interrogativi sulle procedure di sicurezza e sulla manutenzione degli impianti. È necessario valutare la tenuta dei sistemi elettronici e la frequenza degli interventi di controllo. Inoltre occorre verificare la formazione del personale sul riconoscimento precoce di segnali di malessere tra gli operatori. Le autorità valuteranno se introdurre modifiche ai protocolli di controllo o soluzioni tecnologiche aggiuntive per ridurre il rischio di eventi analoghi in futuro.

Nelle prossime settimane sono previste l’analisi dettagliata delle immagini, la valutazione dei dati di bordo e l’eventuale audizione del conducente.

Questi elementi dovranno fornire un quadro chiaro della catena causale del deragliamento e orientare eventuali modifiche ai protocolli di controllo.

La Procura comunicherà i risultati preliminari non appena saranno disponibili.