Negli ultimi giorni la situazione del bimbo di due anni. ricoverato al Monaldi di Napoli, è al centro dell’attenzione: l’Heart team ospedaliero sta rivalutando la possibilità di un nuovo trapianto dopo che il precedente cuore, danneggiato dal trasporto, ha compromesso le sue condizioni. Mentre proseguono le indagini sulla gestione dell’organo e si raccolgono pareri internazionali da centri specializzati, la mamma insiste per ottenere una “third opinion” e la comunità sanitaria attende chiarezza sulle prospettive di un nuovo intervento.
Bimbo trapiantato con cuore danneggiato: il ruolo delle istituzioni e la necessità di trasparenza
Sul caso è intervenuto anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci, sottolineando prudenza e fiducia nelle autorità: “Ci vuole prudenza, dobbiamo aspettare i risultati. Abbiamo fiducia nella magistratura e nei carabinieri dei NAS. Gli ispettori del ministero faranno il loro dovere. Per il momento, siamo vicini al bambino, alla sua famiglia e speriamo ancora che si possa trovare una soluzione per questo piccolo paziente che sta soffrendo“.
Il ministro ha ribadito l’importanza di chiarire quanto accaduto per preservare la fiducia dei cittadini nei confronti della donazione di organi e del Servizio Sanitario Nazionale: “Il nostro è un sistema sanitario pubblico di elevata eccellenza, anche in grado di gestire situazioni complesse. I cittadini devono sapere che un atto nobile come quello di donare un organo verrà utilizzato al meglio per salvare vite“.
Il confronto tra ospedali, famiglie e autorità continua a essere centrale. Mentre l’Heart team del Monaldi valuta la possibilità di un nuovo trapianto, l’ospedale Bambino Gesù ha già espresso parere negativo sulla trapiantabilità del bambino, creando un contrasto tra le posizioni cliniche. Come ha spiegato il legale Petruzzi, “Anche se il parere del Monaldi fosse negativo, la volontà della madre è quella di andare avanti e chiedere un terzo parere“.
Trapianto di cuore ‘bruciato’, la mamma del bimbo: “I medici me lo hanno confermato oggi”
In Italia e all’estero continua la ricerca di un cuore compatibile per salvare la vita del bambino di due anni trapiantato lo scorso 23 dicembre con un organo già danneggiato. Il piccolo, affetto da una grave cardiopatia dilatativa, fino a pochi mesi fa conduceva una vita normale. Dopo il primo trapianto, è mantenuto in coma farmacologico grazie a un macchinario ECMO per supportare cuore e polmoni, mentre gli altri organi mostrerebbero segni di deterioramento.
Come riportato dall’Ansa, la mamma del bambino ha riferito dopo l’ultima riunione dell’équipe multidisciplinare: “Le sue condizioni sono stazionarie. L’unica cosa è questa. Per oggi rimane in lista. Viviamo una giornata davvero ansiosa ma c’è sempre una speranza. Domani vedremo“.
L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha chiarito l’intenzione di richiedere ulteriori pareri internazionali per valutare tutte le possibilità: “Abbiamo chiesto una third opinion dai maggiori centri europei di Londra, Parigi, Berlino e anche a Utrecht, specializzati in ritrapiantologia e ECMO di lunga durata, per districare le posizioni contrastanti tra Bambino Gesù e Monaldi“.
Intanto, le indagini della procura di Napoli avanzano: il cuore destinato al piccolo, prelevato a Bolzano, sarebbe stato danneggiato da un uso improprio di ghiaccio secco durante il trasporto. Come spiegato dai magistrati e dai NAS coinvolti, la mancanza di strumenti di controllo della temperatura avrebbe esposto l’organo a valori fino a -80°C, compromettendone la funzionalità.