Lassativi, sonniferi, ansiolitici come lo Xanax e altri psicofarmaci sciolti di nascosto nelle borracce dei compagni di classe. È quanto sarebbe accaduto in una scuola superiore di Treviso, dove quattro studenti minorenni avrebbero trasformato in una sorta di gioco un comportamento potenzialmente molto pericoloso. Quando i compagni iniziavano a manifestare stanchezza e sonnolenza dopo aver bevuto, i ragazzi li avrebbero persino derisi.
Un atteggiamento che ha insospettito gli insegnanti, portando ad approfondire la vicenda. Ora, per i quattro studenti, si prospettano possibili provvedimenti disciplinari, mentre alcune famiglie starebbero valutando la possibilità di presentare denunce.
Farmaci nelle borracce dei compagni: la protesta delle famiglie e la posizione della scuola
Nei giorni scorsi si è svolta una riunione online tra genitori e docenti per affrontare quanto accaduto.
La richiesta di provvedimenti severi arriva soprattutto dalle famiglie degli studenti che avrebbero assunto inconsapevolmente i medicinali, ma la preoccupazione riguarda l’intera comunità scolastica.
La somministrazione di farmaci senza il consenso di chi li assume può comportare rischi significativi. Gli effetti dipendono dal principio attivo, dalla quantità ingerita, dalle condizioni di salute della persona e dall’eventuale assunzione di altri medicinali.
In particolare, alcuni psicofarmaci possono provocare sonnolenza intensa e altre reazioni anche gravi. Per questo motivo, la vicenda ha suscitato forte allarme tra i genitori, che chiedono alla scuola di intervenire con decisione e di aiutare i ragazzi a comprendere la gravità del loro comportamento.
L’istituto, pur senza smentire l’accaduto, mantiene il riserbo sulle eventuali sanzioni. I vertici scolastici hanno spiegato che il consiglio di classe è tenuto a tutelare la riservatezza delle persone coinvolte e dei motivi alla base di eventuali provvedimenti disciplinari. I quattro studenti, essendo minorenni, sono inoltre soggetti a particolari tutele.
L’uso di psicofarmaci tra i giovani: i dati del Trevigiano
A preoccupare è anche il quadro relativo al consumo di farmaci psicoattivi tra gli adolescenti. Secondo i dati riportati dall’Osservatorio provinciale sulle dipendenze, il 24% dei giovani trevigiani tra i 14 e i 18 anni avrebbe assunto almeno una volta sostanze psicoattive senza prescrizione medica. La percentuale indicata è del 32% tra le ragazze e del 17% tra i ragazzi.
Tra le motivazioni segnalate figurano il desiderio di stare meglio con sé stessi e la volontà di migliorare il rendimento scolastico. La relazione citata riporta inoltre che il 15% dei quattordicenni avrebbe già utilizzato psicofarmaci prescritti o meno, una quota che salirebbe al 17% tra i diciassettenni. Per interpretare correttamente questi numeri è importante distinguere l’uso senza prescrizione da quello effettuato sotto controllo medico.
Il caso della scuola trevigiana pone però una questione diversa e particolarmente delicata: assumere un farmaco senza saperlo, perché introdotto di nascosto nella propria borraccia, espone a rischi che non possono essere valutati dalla persona coinvolta. Gli eventuali provvedimenti dovranno tenere conto della gravità dei fatti e delle responsabilità accertate.
