Negli ultimi mesi la casa bianca ha avviato una serie di cambiamenti al vertice del suo organico femminile. Dopo l’uscita di Karoline Leavitt, la carica di portavoce è stata affidata a una nuova figura, Katie Zacharia, mentre l’ex ambasciatrice negli Stati Uniti in Grecia, Kimberly Guilfoyle, ha ceduto il suo posto su ordine del presidente.
Parallelamente, tra marzo e aprile, tre donne di alto profilo – Kristi Noem, Pam Bondi e Lori Chavez-DeRemer – sono state allontanate da incarichi chiave.
Katie Zacharia prende il posto di Karoline Leavitt
La 42enne Katie Zacharia, nota opinionista conservatrice e dichiarata sostenitrice di donald trump, è subentrata nella carica di portavoce della Casa Bianca a fine agosto, lasciando libero il ruolo a Karoline Leavitt, la quale aveva deciso di dedicare più tempo alla famiglia.
Zacharia è laureata in giurisprudenza ma non ha mai esercitato la professione di avvocato; la sua esperienza è servita più a propagare teorie del complotto che a gestire comunicazioni istituzionali. Il suo primo briefing è stato estremamente breve: meno di venti minuti e solo tre domande da parte dei giornalisti, suscitando sconcerto nel panorama mediatico.
Le accuse contro Zacharia
Nel corso della sua attività, Zacharia ha più volte lanciato accuse infondate di pedofilia contro esponenti del Partito Democratico e ha denunciato, senza prove, il dipartimento di Giustizia per presunte coperture dello scandalo Epstein. Inoltre, in passato ha criticato apertamente l’attuale amministrazione chiedendo misure più dure in materia di immigrazione, dimostrando una certa incoerenza rispetto al ruolo di portavoce. Un tweet cancellato aveva avvertito di un possibile “bagno di sangue” alle elezioni di metà mandato, un linguaggio che ha ulteriormente alimentato le tensioni interne al Partito Repubblicano.
Kimberly Guilfoyle si dimette da ambasciatrice in Grecia
Kimberly Guilfoyle, ex volto di Fox e ex fidanzata del figlio maggiore di Trump, è stata nominata ambasciatrice americana ad Atene nel 2024. Il ruolo è stato però interrotto dopo che il Wall Street Journal ha pubblicato una serie di documenti che la collegano a una richiesta di 100 000 dollari a un finanziatore del presidente, Eric Deters, per saldare una presunta fattura di American Express, senza lasciare traccia. Guilfoyle ha sostenuto che la somma doveva essere pagata in “nero” per garantire la conferma al Senato della sua nomina.
Di fronte a queste rivelazioni, la Casa Bianca, attraverso la nuova portavoce Katie Zacharia, le ha chiesto di dimettersi. Guilfoyle ha risposto su X definendo le accuse “false” e promettendo di difendersi, aggiungendo che è stato “l’onore della sua vita” servire come ambasciatrice. Ha inoltre ribadito la sua gratitudine verso Donald Trump e il Segretario Marco Rubio, sottolineando che il suo impegno verso la missione “America First” non finirà.
Altri licenziamenti di marzo-aprile: Noem, Bondi e Chavez-DeRemer
Tra marzo e aprile, Trump ha rimosso tre altre donne da posizioni di rilievo. Kristi Noem, governatrice del South Dakota per due mandati e poi capo del dipartimento per la sicurezza interna, è stata allontanata per motivi rimasti poco chiari, ma le fonti suggeriscono divergenze interne con il presidente. Poco dopo, Pam Bondi, ex procuratrice generale della Florida, ha lasciato il ruolo dopo aver annunciato a maggio una diagnosi di cancro alla tiroide; il suo licenziamento sarebbe stato legato a presunte incompatibilità con le politiche dell’amministrazione. Infine, Lori Chavez-DeRemer, segretaria del Lavoro, è stata rimossa a seguito di accuse di abuso di potere, incluso un presunto rapporto sentimentale con un subordinato e l’uso di alcolici durante l’orario di lavoro.
Queste uscite simultanee hanno segnato una fase di riorganizzazione interna che molti osservatori interpretano come un tentativo di Trump di consolidare il controllo sulla squadra più vicina, soprattutto su quelle figure femminili che hanno guadagnato visibilità negli ultimi anni.
