Nel conflitto in Ucraina, la realtà più dura emerge dal destino dei soldati russi morti e di tutti coloro che vengono mandati al fronte senza possibilità di sopravvivenza. Nei settori più contesi, come Pokrovsk, il numero dei caduti cresce costantemente mentre le autorità tacciono sulle perdite reali. In questa guerra, fatta di assalti ripetuti e reparti sacrificati, la vita dei combattenti diventa la risorsa più consumata e il volto più tragico del conflitto.
Pokrovsk: la strategia del sacrificio umano
Nel settore di Pokrovsk, nel Donetsk, l’esercito russo continua a impiegare tattiche che trasformano i propri soldati in semplici pedine sacrificabili. È una modalità definita dagli analisti dell’Institute for the Study of War come una vera e propria “saturazione di perdite”, che ha trasformato la città in un vasto campo di morte. Le testimonianze raccolte sul campo — compresi i resoconti del gruppo partigiano Atesh — descrivono un esercito incapace o poco disposto a evacuare i propri feriti, lasciati agonizzare per ore o giorni, mentre unità esauste continuano ad avanzare senza pause e con un numero crescente di diserzioni.
Per l’Isw, Mosca concentra le proprie forze su Pokrovsk e Myrnohrad, rimpiazzando le unità logorate con nuove reclute arrivate dalle regioni più remote della Federazione. Le cifre fornite da Kiev mostrano un quadro devastante: oltre un milione di perdite complessive tra morti, feriti e dispersi dall’inizio dell’invasione, più di 255mila caduti e decine di migliaia di mezzi ridotti a rottami. Eppure, nonostante costi umani ed economici stimati fino a 150 miliardi di euro, l’avanzata russa procede a ritmi minimi, con pochi metri guadagnati giorno dopo giorno.
Ucraina, quanti sono i soldati russi morti in guerra? I numeri sconvolgenti delle perdite
Oltre la linea del fronte, entrambi i Paesi mantengono un rigoroso riserbo sulle proprie perdite reali, un silenzio che lascia spazio solo a stime, indagini indipendenti e cimiteri che si espandono senza sosta. In Ucraina, i campi di sepoltura come quello di Leopoli mostrano file sempre più fitte di tombe militari, segno di un ritmo di perdite che supera qualsiasi previsione iniziale. Le analisi del Center for Strategic and International Studies parlano di circa 1,4 milioni tra morti e feriti gravi: un milione dalla parte russa e oltre 400mila da quella ucraina.
Fonti come Meduza e Rosstat stimano 200-220mila militari russi uccisi, più decine di migliaia di dispersi; mentre per l’Ucraina il dato ufficiale dei 46mila caduti contrasta con elenchi indipendenti che superano i 70mila e con l’enorme incognita degli 80mila irreperibili. Il ricorso massiccio ai droni ha rivoluzionato il conflitto, rendendo quasi impossibile portare soccorso ai feriti e causando, secondo alcune valutazioni, fino all’80% delle morti su entrambi i fronti.
Le stime complessive indicano che la Russia potrebbe aver già perso oltre 300mila uomini, più di quanto accaduto in Afghanistan o in Cecenia, mentre l’Ucraina, con una popolazione molto più contenuta, subisce un impatto proporzionalmente devastante.