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Nel pomeriggio del 26 febbraio 2026 il centro storico di Livorno è stato teatro di un grave episodio di cronaca: un uomo è stato trovato senza vita all’interno dello studio di un commercialista in via Grande, civico 110. La vittima è stata identificata come Francesco Lassi, 56 anni, residente a Pistoia, raggiunto da più coltellate mentre si trovava in una stanza utilizzata all’interno dello studio professionale. Subito dopo l’aggressione è scattata la chiamata ai soccorsi e sono intervenuti i volontari della Svs e il personale del 118, ma i tentativi di rianimazione si sono rivelati vani.
Le forze dell’ordine hanno rapidamente delimitato l’area e attivato gli accertamenti: sul posto sono giunti la polizia, la squadra mobile, la polizia scientifica, la polizia municipale e il medico legale incaricato dal pm di turno. La scena del crimine è stata sottoposta a rilievi accurati e sono state raccolte numerose tracce con l’obiettivo di ricostruire dinamica, movente e responsabilità. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Niccolò Volpe.
Le fasi immediate delle indagini
Dopo l’allarme la zona ha attirato numerosi cittadini e testimoni che hanno fornito alle forze dell’ordine elementi utili. Un testimone ha raccontato di aver visto una persona con il volto coperto e il cappuccio del giubbotto calato uscire frettolosamente dall’edificio e dirigersi verso l’area del porto. Grazie a queste segnalazioni e a un rapido intervento delle pattuglie, è stato individuato e bloccato un uomo che, secondo gli investigatori, potrebbe essere collegato al delitto.
Il fermo e le prime dichiarazioni
Il presunto responsabile, identificato come Luigi Amirante, 47 anni, è stato fermato dopo una breve fuga e condotto negli uffici del commissariato di via Fiume. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, Amirante ha dichiarato davanti agli inquirenti di aver agito per legittima difesa, ma questa versione è al vaglio degli investigatori che stanno confrontando testimonianze, reperti e le tracce raccolte dalla polizia scientifica. Sul posto sono state eseguite perquisizioni e sono al lavoro gli uffici investigativi per verificare ogni possibile collegamento tra i protagonisti.
Dinamica dell’aggressione e accertamenti medico-legali
Le prime informazioni indicano che la vittima sarebbe stata raggiunta da due coltellate, una delle quali fatale. Il medico legale, intervenuto per i primi rilievi, ha confermato che il decesso è avvenuto per le ferite da arma da taglio riscontrate sul corpo. L’esame autoptico e gli accertamenti tossicologici saranno determinanti per ricostruire con precisione i tempi e le modalità dell’aggressione.
Raccolta delle prove e ruolo della polizia scientifica
La polizia scientifica ha isolato e repertato diversi elementi nella scena del crimine: tracce biologiche, impronte e possibili indizi utili a mettere a fuoco la dinamica dell’aggressione. Questi elementi verranno analizzati nei laboratori per stabilire connessioni con il sospetto fermato e per escludere o confermare la presenza di ulteriori persone coinvolte. Il coordinamento con la procura, sotto la direzione del pm Niccolò Volpe, punta a ricostruire la catena dei fatti con rigore procedurale.
Ipotesi sul movente e contesto relazionale
Gli inquirenti non escludono che l’aggressore conoscesse la vittima o che il conflitto nascesse da una trattativa in corso nello studio professionale, dove la vittima utilizzava una stanza per i suoi incontri. Alcune fonti riferiscono di una discussione degenerata in violenza durante un confronto su questioni economiche o contrattuali. Al momento gli investigatori stanno verificando contatti, messaggi e rapporti professionali e personali per definire il profilo del movente.
La presenza di un ex collaboratore di giustizia tra le persone coinvolte nella vicenda ha suscitato attenzione, ma gli investigatori sottolineano che è prematuro collegare automaticamente questa circostanza al movente reale. Le verifiche in corso avranno l’obiettivo di chiarire ogni elemento e di individuare eventuali responsabilità penali.
Prossimi passaggi e sviluppo dell’inchiesta
Nei prossimi giorni la procura procederà con gli approfondimenti investigativi: acquisizione di immagini di videosorveglianza, ascolto di ulteriori testimoni, analisi tecniche dei reperti e l’esame autoptico che potrà fornire indicazioni decisive. L’attenzione degli investigatori rimane alta per ricostruire in modo completo la vicenda e per assicurare eventuali responsabili alla giustizia.
La comunità locale resta sotto shock per l’accaduto e le autorità invitano chiunque disponga di informazioni non ancora raccolte a mettersi in contatto con la questura. Il caso segue il normale iter giudiziario e procederà con la massima trasparenza possibile, nel rispetto delle attività investigative e dei diritti delle persone coinvolte.