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Usa e Iran: la replica di Teheran apre la strada a un'intesa temporanea su Hormuz

Usa e Iran: la replica di Teheran apre la strada a un'intesa temporanea su Hormuz

Teheran invia una risposta articolata alla proposta americana, privilegiando la cessazione delle ostilità e la graduale riapertura dello Stretto di Hormuz piuttosto che impegni immediati sul nucleare

La pressione diplomatica tra Usa e Iran ha registrato un nuovo capitolo con l’invio da parte di Teheran di una risposta estesa all’ultima proposta americana. Secondo i resoconti del Wsj e dell’agenzia ANSA datata 10 maggio, il documento elenca richieste precise e lascia aperti diversi punti di divergenza, in particolare sul programma nucleare e sulle scorte di uranio altamente arricchito.

La linea di Teheran privilegia una soluzione che inizi con la cessazione delle ostilità e passi per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.

Allo stesso tempo, fonti internazionali come Reuters e la Cnn hanno rilanciato scenari di un accordo limitato e temporaneo, pensato per evitare un’escalation immediata. Le ipotesi in discussione prevedono una prima fase concentrata sulla fine delle ostilità, seguita dalla risoluzione pratica della crisi marittima e da una finestra negoziale di 30 giorni per affrontare i temi più spinosi.

Questo approccio graduale ha avuto effetti immediati sui mercati energetici, generando variazioni nei prezzi del petrolio e del gas.

La risposta di Teheran e i punti di frizione

Nel documento inviato a Washington, Teheran dettaglia richieste che non soddisfano la richiesta americana di impegni preliminari sul destino del programma nucleare e sulle riserve di uranio altamente arricchito.

In altre parole, la replica appare orientata a ottenere un cessate il fuoco e la graduale riapertura dello Stretto di Hormuz piuttosto che ad accettare impegni immediati sul nucleare. L’assenza di concordanza su questi temi ha spinto le parti a considerare soluzioni temporanee, utili a guadagnare tempo e ridurre il rischio di nuove tensioni.

Cosa chiede Teheran

Tra le richieste esplicite di Teheran emergono la cessazione delle ostilità, garanzie per la sicurezza marittima e la tutela dei traffici commerciali nello Stretto di Hormuz. Il testo sollecita anche forme di cooperazione pratica per l’assistenza alle navi in transito, misura confermata dall’Organizzazione portuale e marittima iraniana che ha offerto supporto tecnico e logistico. Queste proposte privilegiano soluzioni operative e immediate rispetto a compromessi politici sul programma nucleare, considerato da Teheran un dossier da trattare in un secondo momento.

Modalità dell’accordo ipotizzato e tempistica

Secondo quanto riportato da Reuters, la trattativa si starebbe orientando verso un memorandum d’intesa a breve termine piuttosto che verso un trattato complessivo. L’idea è di delineare un accordo in tre fasi: una dichiarazione formale di fine ostilità, la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz e, infine, una finestra negoziale di 30 giorni per discutere questioni più complesse. Questa strategia nasce dall’impossibilità, allo stato attuale, di trovare un’intesa definitiva sul nucleare.

Caratteristiche del memorandum

Un memorandum d’intesa avrebbe il vantaggio di essere flessibile e rapido da concordare, offrendo misure pratiche per ridurre la tensione senza risolvere immediatamente i nodi strategici. Tra i possibili contenuti figurano garanzie sulla libera circolazione marittima, il ritiro di alcune unità e meccanismi di verifica limitati nel tempo. La soluzione dovrebbe servire soprattutto a prevenire una nuova escalation militare e a creare condizioni per colloqui più approfonditi.

Impatto sui mercati e sicurezza della navigazione

Le notizie di un possibile allentamento della crisi hanno subito un effetto sui prezzi delle materie prime. Dopo un avvio in rialzo, il petrolio ha invertito la rotta: il Wti è sceso del 2 per cento attestandosi a 93 dollari al barile, mentre il Brent è tornato sotto quota 100 dollari, a 99,6 dollari al barile. Anche il gas europeo ha registrato cali, con i contratti Ttf in discesa dello 0,9 per cento a 43,5 euro al megawattora. Queste oscillazioni riflettono la sensibilità dei mercati a segnali concreti di distensione nella regione.

Assistenza alle navi e monitoraggio

Parallelamente alle trattative, la Pmo iraniana ha annunciato la disponibilità a fornire assistenza tecnica, sanitaria e logistica alle navi presenti nel canale, inviando comunicazioni via radio Vhf per diversi giorni con istruzioni su carburante, rifornimenti e supporto medico. Questa iniziativa è stata descritta come parte delle responsabilità sovrane dell’Iran sulla sicurezza della navigazione in uno dei corridoi marittimi più strategici del mondo.

Restano molte incognite: fonti diplomatiche riferiscono che una replica ufficiale potrebbe arrivare in tempi brevi e che mediatori regionali, compresa una figura pakistana citata come interlocutore, stanno lavorando per facilitare l’intesa. L’obiettivo condiviso, almeno a parole, è ottenere una sospensione delle ostilità che permetta di affrontare con meno pressione i dossier più complessi, a partire dal programma nucleare iraniano.