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Manifestazione anti-monarchia a Londra: il corteo chiede un capo dello Stato eletto

Manifestazione anti-monarchia a Londra: il corteo chiede un capo dello Stato eletto

Un gruppo di attivisti ha marciato verso Buckingham Palace chiedendo la fine della monarchia e sottolineando le disuguaglianze ereditate

Il 10 maggio 2026 decine di persone si sono radunate nel centro di Londra in una protesta organizzata contro la monarchia britannica. Il corteo, partito da Trafalgar Square e diretto verso Buckingham Palace, ha visto partecipanti con magliette e cartelli recanti slogan come “abolire la monarchia” e “not my King”, ripetendo in coro frasi come “Down with the Crown”.

L’iniziativa, promossa dal gruppo Republic, ha voluto trasformare la piazza e i cancelli del palazzo in una vetrina pubblica delle istanze repubblicane.

Il clima della manifestazione è stato vivace e deciso: tra i manifestanti c’era chi ha scelto ironia e travestimenti, come la mascotte alta quindici piedi soprannominata Chuck the Rex, mentre altri hanno optato per interventi politici e testimonianze dal palco.

Molti relatori hanno sottolineato la necessità di un cambiamento istituzionale, mettendo al centro la richiesta di un capo dello Stato eletto e la critica alla monarchia ereditaria come fonte di disuguaglianze.

Il corteo e i messaggi lanciati

Il percorso da Trafalgar Square a Buckingham Palace ha avuto lo scopo di concentrare attenzione mediatica e simbolica sul cuore della monarchia.

I manifestanti hanno usato cartelli, slogan e interventi per rimarcare che la protesta non è solo contro singoli individui, ma contro un sistema che, a loro avviso, perpetua privilegi ereditari. Sul palco sono intervenuti attivisti e figure pubbliche che hanno argomentato il tema con riferimenti a diritti civili e democrazia partecipativa.

Partecipazione e atmosfera

Alla manifestazione hanno preso parte circa cento persone secondo le stime dei media presenti, ma l’organizzazione ha messo l’accento più sul segnale politico che sui numeri. I partecipanti hanno alternato toni seri a momenti goliardici per attirare l’attenzione dei passanti, cercando di offrire una narrativa alternativa rispetto ai tradizionali eventi reali. Molti hanno sottolineato che l’evento rappresenta il tentativo di rendere la discussione sulla forma di Stato più visibile e meno marginale.

Republic: strategie e crescita del movimento

L’organizzazione Republic, promotrice del corteo, ha spiegato che l’azione è parte di una serie di iniziative mirate a ottenere visibilità e a catalizzare sostegno popolare. Secondo il leader del gruppo, Graham Smith, la scomparsa della regina e gli eventi successivi hanno accelerato la crescita dell’associazione, che è passata da risorse limitate a una struttura più ampia e attiva. Smith ha evidenziato come, negli ultimi anni, l’organizzazione sia riuscita a moltiplicare eventi e partecipazione.

Obiettivi dichiarati

Il nucleo delle richieste è chiaro: sostituire la successione ereditaria con un capo dello Stato eletto e mettere in discussione un sistema che, secondo i promotori, consolida disuguaglianze. Tra i relatori c’erano figure politiche e commentatori che hanno rimarcato come la proposta repubblicana voglia ampliare la partecipazione democratica e limitare prerogative non controllate dal voto popolare.

Argomentazioni pubbliche e reazioni

Più voci hanno preso la parola per motivare la protesta: una sostenitrice ha definito inaccettabile la stratificazione sociale che pone una famiglia reale al vertice, mentre un ex ministro ha criticato i privilegi percepiti come «insopportabili». Un’altra riflessione centrale è stata quella del commentatore che ha detto che le recenti tornate elettorali mostrano problemi nella democrazia locale, usandole come argomento per collegare la disaffezione verso le istituzioni alla richiesta di riforme costituzionali.

Sondaggi e percezione pubblica

La mobilitazione arriva in un momento in cui alcuni rilevamenti d’opinione segnalano una flessione nella popolarità della famiglia reale: sondaggi di febbraio indicano un calo del sostegno per il sovrano, con una misura riportata intorno al 46% e una diminuzione stimata del 9% rispetto a periodi precedenti, oltre a valutazioni critiche sulla trasparenza dell’istituzione. Un campionamento Ipsos ha coinvolto 1.086 persone nella fascia 18-75 su un arco di giorni per rilevare questi cambiamenti di percezione.

La protesta di Buckingham Palace ha avuto il merito di riportare sotto i riflettori il tema della forma di Stato e di stimolare un dibattito pubblico sul rapporto tra tradizione e rappresentanza. Che si tratti di satira in piazza o di appelli istituzionali, il messaggio inviato dai manifestanti evidenzia l’esistenza di una corrente che chiede un ripensamento della corona e delle sue prerogative. Per i promotori, il prossimo passo sarà convertire la visibilità in un confronto politico più ampio e strutturato.