Le ricerche della famiglia scomparsa continuano senza sosta nell’area di Tarcento (Udine), dove è stato registrato l’ultimo aggancio alle celle telefoniche. Si tratta di Sonia Bottacchiari, dei suoi due figli di 14 e 16 anni e dei quattro cani che li accompagnavano, partiti dalla provincia di Piacenza il 20 aprile con un’auto carica di provviste e attrezzature per il campeggio.
In queste prime fasi le autorità hanno trasformato l’area camper in un posto di comando avanzato, coordinando squadre a piedi, unità cinofile, droni e il supporto aereo.
Tra le segnalazioni arrivate ai carabinieri negli ultimi giorni circa venti sono state valutate, e una in particolare è stata ritenuta con maggior credibilità: un escursionista ha riferito di aver incontrato la donna, i ragazzi e i cani in una località montana del Friuli Venezia Giulia.
Le coordinate indicate sono state trasmesse immediatamente ai soccorritori e all’equipaggio dell’elicottero Drago, decollato da Venezia. Nel frattempo prosegue l’acquisizione delle registrazioni dalle telecamere pubbliche e private presenti nella zona, nella speranza di confermare movimenti utili alle indagini.
Stato operativo delle ricerche
Le operazioni sul campo vedono impegnati circa ottanta operatori tra professionisti e volontari, con squadre che scandagliano sentieri boschivi e aree impervie.
Le attività includono l’impiego di unità cinofile per la ricerca odorosa, droni per il monitoraggio dall’alto e l’elicottero per i sorvoli ripetuti. L’area camper di Tarcento è diventata il fulcro logistico degli interventi: qui si pianificano le uscite delle squadre, si raccoglie materiale informativo e si coordina il contatto con i familiari, che partecipano attivamente alle ricerche lungo i sentieri.
La segnalazione dell’escursionista
Tra i report pervenuti, il racconto di un escursionista ha catalizzato l’attenzione degli inquirenti: l’uomo sostiene di aver incontrato la famiglia in una zona montana e ha fornito coordinate geografiche precise. Queste informazioni sono state immediatamente inoltrate all’equipaggio dell’elicottero e alle squadre terrestri per le verifiche sul campo. Pur essendo considerata attendibile, la segnalazione deve essere confermata tramite riscontri oggettivi come immagini o testimoni aggiuntivi, poiché molte delle segnalazioni precedenti si sono rivelate infondate o non verificabili.
Aspetti investigativi e quadro giuridico
Il fascicolo aperto dalla Procura di Piacenza continua a essere registrato per sottrazione di minori, ipotesi che al momento resta la qualificazione formale dell’indagine. In giornata era emersa la possibilità di modificare il capo d’imputazione in sequestro di persona, ipotesi che avrebbe ampliato i poteri investigativi, ma la modifica non è stata attuata. Gli inquirenti stanno quindi procedendo alle verifiche sulle chiamate e sugli agganci delle celle telefoniche: l’ultimo collegamento registrato risale alla notte tra il 21 e il 22 aprile, intorno alle 4 del mattino, nella zona dell’area camper di Tarcento.
Elementi di indagine e domande aperte
Restano diversi punti da chiarire: il motivo dell’allontanamento è sconosciuto e continua a suscitare interrogativi. Un elemento che ha attirato l’attenzione degli investigatori è il fatto che, prima della partenza, la donna si fosse licenziata da uno dei due impieghi e avesse riscosso la liquidazione. Gli inquirenti stanno inoltre raccogliendo immagini di sorveglianza, testimonianze e ogni elemento che possa ricostruire la traiettoria della famiglia, valutando con attenzione l’attendibilità di ogni segnalazione per evitare dispersione di risorse.
Supporto alle vittime e prossime mosse
Sul posto è intervenuta anche l’associazione Penelope, che offre sostegno psicologico e assistenza ai familiari delle persone scomparse; la presidente regionale, l’avvocata Federica Obizzi, ha dichiarato che l’associazione è vicina alla famiglia e al coordinamento delle ricerche. Il padre dei ragazzi, Yuri, insieme a un parente, partecipa attivamente alle escursioni sui sentieri locali, fornendo informazioni utili ai soccorritori e contribuendo alla sensibilizzazione della comunità locale verso eventuali segnalazioni utili.
Nei prossimi giorni le attività continueranno con la stessa intensità: le squadre proseguiranno le ispezioni sul terreno, saranno analizzate ulteriori immagini di telecamere e saranno verificate eventuali nuove testimonianze. L’obiettivo comune è trovare risposte concrete e, possibilmente, ricongiunzioni rapide tra la famiglia e i propri cari. La situazione resta delicata, e qualsiasi nuova informazione potrà risultare decisiva per le fasi successive dell’indagine e per la sicurezza delle persone coinvolte.