Le indagini sulla morte di Pamela Genini si stanno estendendo anche a ciò che sarebbe avvenuto dopo la sepoltura della giovane, con particolare attenzione alla posizione di Francesco Dolci, ex compagno della vittima e attualmente indagato per vilipendio di cadavere e presunta profanazione della tomba. Gli investigatori stanno analizzando filmati di videosorveglianza legati al cimitero di Strozza, dove sarebbero emersi movimenti ritenuti sospetti nei giorni precedenti e successivi alla scoperta della manomissione del loculo.
Profanazione Pamela Genini, svolta nelle indagini: sequestri e video del cimitero al centro dell’inchiesta
Le perquisizioni continuano senza interruzioni nelle abitazioni di Francesco Dolci e dei suoi familiari a Sant’Omobono, in Valle Imagna. L’uomo, ex compagno di Pamela Genini, è indagato per vilipendio di cadavere e profanazione di sepolcro. Le operazioni sono condotte dai carabinieri del reparto operativo di Bergamo, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Giancarlo Mancusi, che avrebbe disposto il sequestro di diversi oggetti ritenuti potenzialmente utili alle indagini e ora sottoposti ad accertamenti tecnici.
Profanazione Pamela Genini e il video chiave al cimitero: Francesco Dolci davanti al loculo
Come riportato dal Corriere della Sera, al centro dell’inchiesta ci sarebbe anche un filmato delle telecamere del cimitero di Strozza, considerato un elemento cruciale dagli inquirenti. Le immagini risalirebbero al 23 marzo, tra le 17.43 e le 17.48, proprio il momento in cui sarebbe stata collocata temporalmente la scoperta della manomissione del loculo.
In quella stessa giornata, al mattino, gli addetti delle onoranze funebri si sarebbero accorti del vilipendio mentre la bara di Pamela Genini stava per essere trasferita dal loculo provvisorio alla tomba di famiglia, alla presenza del sindaco Riccardo Cornali e dei carabinieri.
Dalle indagini, secondo le indiscrezioni del Corriere, pare sia emersa una presenza ricorrente di Dolci nel cimitero di Strozza nei giorni immediatamente precedenti e successivi alla scoperta. Le telecamere lo avrebbero ripreso il 16 marzo (17.30-17.44), la notte del 18 marzo (2.11-2.27), il 20 marzo (18.26-18.35), il 21 marzo (12.13-12.23), il 22 marzo (14.41-15.00) e infine il 23 marzo, con una permanenza più breve tra le 17.43 e le 17.46. Gli investigatori hanno sottolineato che in quasi tutte le occasioni la sua permanenza sarebbe durata almeno una decina di minuti, mentre l’ultima visita sarebbe risultata più rapida.
Proprio il 23 marzo, secondo la ricostruzione dei carabinieri, Dolci si sarebbe avvicinato più volte al loculo, si sarebbe abbassato, lo avrebbe osservato da vicino e ne avrebbe toccato le superfici. L’attenzione si sarebbe concentrata su alcuni punti specifici della struttura, che coinciderebbero con segni di manomissione: un tassello nella parte superiore, una lieve scollatura inferiore e tracce di mastice nell’angolo in basso a destra. L’uomo sarebbe apparso come se stesse verificando o controllando qualcosa già alterato, prima di scattare una fotografia e allontanarsi. Dopo quel giorno, le sue presenze non sarebbero risultate più registrate dalle telecamere, almeno fino alla diffusione pubblica della notizia.
Nel frattempo, la procura analizza anche il materiale sequestrato: un telefono cellulare, dispositivi informatici, un coltello, un flessibile e del mastice, tutti elementi che potrebbero essere confrontati con i segni rilevati sul loculo. Dolci continua a proclamarsi innocente, ribadendo: “Per la verità ci vuole tempo. Farò giustizia. L’ho promesso sulla tomba di Pamela”.