Cresce l’attenzione attorno alla scomparsa di una madre e dei suoi due figli adolescenti, allontanatisi da Castell’Arquato lo scorso 20 aprile. Le ricerche si concentrano tra Emilia-Romagna e Friuli, dove è stata trovata l’auto della famiglia, mentre le autorità continuano a ricostruire gli ultimi contatti e a seguire ogni possibile pista.
Il giallo della madre e dei figli scomparsi, l’ex marito: “Siamo molto preoccupati”
Le operazioni di ricerca si concentrano ora nell’area di Tarcento, in provincia di Udine, dove il 6 maggio è stata rinvenuta l’auto utilizzata dalla famiglia. Da quel momento le attività si sono intensificate nei boschi e nelle zone montane fino al confine sloveno, con il coinvolgimento di oltre cento operatori tra vigili del fuoco, carabinieri, guardia di finanza, soccorso alpino, corpo forestale e protezione civile, supportati da elicotteri, droni e unità cinofile specializzate.
Nonostante gli sforzi, non sono ancora emerse tracce utili.
Le segnalazioni di possibili avvistamenti continuano ad arrivare e vengono tutte verificate dalle autorità, senza però riscontri concreti fino ad ora. Parallelamente, l’inchiesta coordinata dalla Procura di Piacenza procede per sottrazione di minori, ma non si esclude una possibile riqualificazione in sequestro di persona, ipotesi che consentirebbe un ampliamento delle indagini anche sui dispositivi elettronici e sui contatti della donna.
Anche Yuri Groppi, ex marito della donna e padre dei ragazzi, è presente sul territorio friulano per partecipare alle ricerche. Il suo appello, come riportato da Sky Tg24, è diretto e carico di emozione: “Voglio fare un appello di tornare a casa il più presto, siamo molto preoccupati, vi aspettiamo a braccia aperte“. L’uomo ha inoltre sottolineato l’importanza di mettersi in contatto per rassicurare non solo la famiglia, ma anche l’intera comunità coinvolta nella vicenda. Tra gli ultimi elementi ricostruiti dagli investigatori, emerge che uno dei figli avrebbe telefonato al padre la sera della scomparsa parlando di un arrivo in un campeggio a Gemona, luogo in cui però non risulterebbero mai giunti né prenotazioni. Restano aperti diversi interrogativi, tra cui la possibilità che i tre abbiano incontrato qualcuno dopo aver lasciato il veicolo a Tarcento.
Il giallo della madre e dei figli scomparsi in Friuli: il disperato appello della nonna
Con il passare delle ore aumenta la preoccupazione a Piacenza per la vicenda che coinvolge la famiglia di Sonia Bottecchiari, 49 anni, scomparsa insieme ai due figli adolescenti dopo la partenza da Castell’Arquato il 20 aprile. A lanciare un nuovo appello è il padre, Riccardo Bottacchiari, 79 anni, che invita i familiari a tornare. L’ultimo contatto certo risale alla sera della scomparsa, quando la nipote scrisse al nonno: “Verso le 23.30 mi ha scritto: Tutto bene, siamo arrivati“, dopodiché ogni comunicazione si è interrotta. Anche il telefono della ragazza ha smesso di dare segnali: una compagna di scuola racconta di un ultimo scambio su WhatsApp relativo a una verifica, dopo il quale il messaggio non è mai stato letto e sono comparse soltanto le spunte grigie.
Secondo quanto riportato da Tgcom24, la donna avrebbe manifestato negli ultimi tempi un forte interesse per il buddismo, elemento che emerge anche dalla presenza di simboli religiosi nella casa condivisa con il padre. Inoltre, prima della partenza, avrebbe acquistato materiale compatibile con una possibile permanenza all’aperto, come attrezzature da campeggio e oggetti utili alla sopravvivenza.
La nonna, profondamente scossa davanti ai giornalisti, ha lanciato un appello accorato alla famiglia, chiedendo di tornare a casa il prima possibile. In lacrime, ha espresso tutta la sua preoccupazione, sottolineando che li aspettano “a braccia aperte”.