La Biennale di Venezia entra nel vivo complice l’avvicinarsi del weekend l’evento che porta sulla città lagunare appassionati d’arte di tutto il mondo e i volti noti del nostro paese ha tuttavia fatto registrare un fatto che se vogliamo ne macchia la portata e l’immagine della città, scopriamo quindi cosa è accaduto.
Presenza all’evento di Matteo Salvini
Ieri alla Biennale è arrivato Matteo Salvini, il vicepresidente del Consiglio ha usato parole di elogio per Buttafuoco, presidente della Biennale per come ha allestito la manifestazione.
Prendendo spunto dalle parole di Buttafuoco, che l’ha paragonata ad un evento sportivo, Salvini ha rafforzato l’idea che eventi di questo tipo debbano essere vissuti senza l’ideale dello scontro o del retaggio negativo per quanto sta accadendo nel mondo, al contrario devono essere capaci di unire tutti sotto l’unico segno utile ovvero l’amore per l’arte.
Durante la sua visita, ha visitato il padiglione russo ed al termine della visita, ai giornalisti che gli chiedevano se fosse scandalizzato ha detto di no, anzi, ha apprezzato quello che ha visto ed ascoltato – ha ascoltato canti popolari russi – ed ha chiuso il suo intervento con un pensiero all’adunata degli Alpini in corso a Genova.
Scontri tra manifestanti Pro-Pal e Carabinieri
Il venerdì alla Biennale però non è coinciso solo con la presenza di Matteo Salvini ma anche con uno scontro tra manifestanti di un corteo Pro-Pal, circa 3.000 persone come riporta Il Gazzettino, che hanno tentato di sfondare il cordone dei Carabinieri all’ingresso del padiglione israeliano.
Gli agenti anti-sommossa con una carica hanno bloccato i manifestanti, il corteo si è sciolto poco dopo, una volta raggiunto l’ingresso della manifestazione. In segno di protesta contro la guerra perpetrata da Israele 20 padiglioni sono rimasti chiusi nella giornata di ieri, 8 maggio, come riportato da AdnKronos.