Un nuovo episodio di femminicidio scuote Piacenza. Una donna di 55 anni è stata trovata morta nella sua abitazione, uccisa con diverse coltellate. Il marito, sospettato del delitto, è scappato dopo aver telefonato ai soccorsi e confessato l’omicidio.
Femminicidio a Piacenza: ritrovamento della vittima e l’intervento dei soccorsi
Tragedia nel pomeriggio di oggi, venerdì 8 maggio a Piacenza, dove una donna di 55 anni è stata trovata senza vita nel suo appartamento situato al sesto piano di un condominio in via Giulio Pastore, nella zona periferica della città.
A far intervenire i soccorsi sarebbe stata una telefonata al 112 arrivata intorno alle 15:30. Secondo le prime ricostruzioni del Corriere di Bologna, la vittima, Milena Vitanova, di origine macedone, sarebbe stata colpita più volte con un’arma da taglio e avrebbe riportato anche gravi traumi alla testa.
Quando carabinieri e vigili del fuoco sono giunti sul posto, hanno trovato l’abitazione chiusa dall’interno e sono quindi entrati utilizzando un’autoscala e passando dal balcone.
Una volta dentro, i soccorritori hanno rinvenuto il corpo ormai privo di vita della donna, mentre nelle vicinanze sarebbe stato trovato anche il coltello presumibilmente usato nell’aggressione.
Orrore a Piacenza, marito confessa il femminicidio al telefono e poi scappa
Come riportato dal Corriere di Bologna, le indagini si concentrano ora sul marito della vittima, Hako Vitanov, 60enne anch’egli macedone, attualmente ricercato dalle forze dell’ordine.
In base a quanto emerso nelle prime ore investigative, sarebbe stato proprio lui a contattare i numeri di emergenza, confessando al telefono di aver ucciso la moglie prima di far perdere le proprie tracce.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire gli ultimi spostamenti dell’uomo e di chiarire il contesto familiare in cui sarebbe maturato il delitto. L’area intorno al palazzo è stata transennata per consentire i rilievi della scientifica, mentre la Procura coordina gli accertamenti. Secondo le informazioni disponibili, la coppia avrebbe due figli, che non sarebbero stati coinvolti nell’accaduto. Gli inquirenti stanno inoltre verificando eventuali episodi pregressi di conflittualità domestica o segnalazioni avvenute negli anni precedenti.