Nel cuore del porto storico di Genova, durante i giorni dell’adunata nazionale degli Alpini, un uomo di settant’anni è stato colpito da un grave malore. Sul posto sono intervenuti immediatamente tre volontari del Gruppo intervento medico chirurgico Alpini, identificati come Gabriele Ponti, Patrizia Franza e Giuseppe Esposito, provenienti dalle province di Bergamo e Milano.
I tre, presenti in città per la manifestazione, hanno riconosciuto i segnali dell’emergenza e hanno avviato senza esitazione le manovre salvavita, dimostrando come la formazione e la prontezza possano fare la differenza in situazioni critiche.
Il soccorso si è protratto per circa venti minuti, un tempo durante il quale i volontari si sono alternati per praticare il massaggio cardiaco e utilizzare il defibrillatore disponibile, in attesa dell’arrivo del servizio d’emergenza 118.
Quando i sanitari hanno raggiunto il luogo, il paziente è stato stabilizzato e trasportato all’ospedale Galliera di Genova. Nei momenti successivi all’intervento, il valore dell’azione compiuta dai tre alpini è stato riconosciuto pubblicamente dalle autorità locali e regionali, con ringraziamenti e attestati di stima che hanno sottolineato l’importanza del soccorso precoce.
Il ruolo del gruppo e la dinamica dell’intervento
Il Gruppo intervento medico chirurgico Alpini, composto da circa cento volontari tra personale sanitario e logistico, era presente per l’adunata nazionale e si è rivelato determinante nell’emergenza. L’intervento sul Porto Antico è partito dal tempestivo riconoscimento dell’arresto cardiaco: i tre soccorritori hanno eseguito il massaggio cardiaco alternandosi per mantenere la perfusione fino all’arrivo dei medici. Questo approccio, combinato con l’uso del defibrillatore, ha aumentato significativamente le probabilità di sopravvivenza del paziente, come confermato poi dal personale ospedaliero che ha preso in carico il caso.
Alternanza delle manovre e coordinamento con il 118
Durante l’intervento i volontari hanno operato seguendo principi di rianimazione cardiopolmonare e protocolli di emergenza, alternandosi ogni pochi minuti per evitare l’affaticamento e mantenere la qualità delle compressioni toraciche. L’arrivo del 118 ha permesso il passaggio di consegne e il trasferimento in sicurezza verso il reparto di cardiologia dell’ospedale, dove il paziente è stato preso in cura da specialisti. La sinergia tra volontari formati e servizi sanitari ha consentito un flusso operativo efficiente, cruciale in eventi di questo tipo.
Riconoscimenti pubblici e incontri ufficiali
Le autorità locali non hanno tardato a esprimere gratitudine per il salvataggio: la sindaca di Genova, Silvia Salis, ha ringraziato pubblicamente i tre alpini per la loro prontezza, competenza e generosità, affermando che l’episodio riflette lo spirito di servizio della comunità alpina. Anche l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Nicolò, ha incontrato i soccorritori e ha voluto omaggiarli con la bandiera della Regione Liguria, a riconoscimento del loro gesto. Tali attestazioni ribadiscono il valore civico delle azioni volontarie in situazioni di emergenza.
Il ringraziamento del paziente e il percorso ospedaliero
Il pensionato soccorso ha successivamente incontrato i tre protagonisti per esprimere personalmente la propria riconoscenza. All’ospedale Galliera il percorso clinico è stato seguito da professionisti come il direttore dell’Emodinamica e della Cardiologia Andrea Rolandi, il direttore della Rianimazione Marco Lattuada, il cardiologo Stefano Benedetto e la coordinatrice infermieristica Marina Terrile, che hanno preso in carico il paziente nelle fasi successive. Il caso sottolinea come il primo soccorso eseguito dalla cittadinanza formata possa integrarsi efficacemente con le cure ospedaliere.