> > Van Gogh, dopo 60 anni riappare un quadro da 180 milioni

Van Gogh, dopo 60 anni riappare un quadro da 180 milioni

Hong Kong, 13 ott. (askanews) – Per oltre sessant’anni è rimasto lontano dagli occhi del pubblico. Ora “Castagni in fiore”, uno degli ultimi dipinti di Vincent van Gogh, è esposto a Hong Kong, dove centinaia di persone si sono messe in fila per ammirarlo. Realizzato il 24 maggio 1890, appena due mesi prima della morte del pittore olandese, raffigura alcuni castagni in fiore, tre donne e una figura solitaria lungo una strada.

L’ultima esposizione pubblica risaliva al 1964. Il 18 novembre sarà battuto all’asta da Sotheby’s a New York, dove potrebbe superare i 180 milioni di dollari. Una cifra che, se raggiunta, batterebbe ampiamente il record d’asta per un Van Gogh, attualmente di 117,2 milioni di dollari, stabilito nel 2022 da “Frutteto con cipressi”.

Il dipinto apparteneva alla collezione privata dei coniugi argentini Nelly Arrieta de Blaquier e Carlos Pedro Blaquier, dalla quale provengono altre undici opere destinate alla stessa asta, tra cui lavori di Monet, Cézanne e Pissarro. Van Gogh lo realizzò ad Auvers-sur-Oise, dopo aver lasciato l’ospedale psichiatrico di Saint-Rémy. Sarebbe morto il 29 luglio dello stesso anno, a 37 anni.”Si prevede che questo dipinto venga venduto per oltre 180 milioni di dollari.

Una cifra che testimonia sia la rarità sia l’eccezionale qualità di questa composizione – dice Scott Niichel, vicepresidente di Sotheby’s – È una delle ultime opere di Van Gogh, tra le più espressive e ricche di speranza di questa fase finale della sua carriera. Era appena arrivato ad Auvers-sur-Oise, dove si era trasferito su consiglio di Pissarro. È lì che incontra il dottor Gachet, uno dei suoi principali benefattori, ritratto in alcune delle sue importanti opere dell’ultimo periodo”.”Credo soprattutto che – prosegue – per un artista la cui vita e carriera sono state segnate dalla tragedia, ci sia qualcosa di davvero bello nel vedere quest’opera, realizzata all’inizio dell’ultimo capitolo della sua vita, in un momento di profonda speranza, ottimismo, colore ed espressività. Questa frenesia maniacale nell’applicazione del colore suggerisce che avesse ancora così tanto da dare e che si affrettasse a trasferirlo sulla tela”.

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