Un normale controllo sul rispetto delle regole a bordo di un autobus si è trasformato in un episodio di violenza davanti a una scuola superiore di Vicenza. Un controllore della Società Vicentina Trasporti (Svt) è stato aggredito da un gruppo di adolescenti dopo aver richiamato uno di loro per aver utilizzato ripetutamente il pulsante di emergenza del mezzo.
I fatti risalgono alla mattina di lunedì 19 ottobre e hanno provocato la reazione dell’azienda, dei sindacati e della politica locale, con richieste di maggiori controlli e interventi per prevenire nuove aggressioni.
L’allarme sul bus, poi la violenza alla fermata: il controllore colpito davanti agli studenti
Come riportato da Il Giornale di Vicenza, erano circa le 7:35 quando l’autobus ha raggiunto la fermata di via Baden Powell, nei pressi dell’istituto Canova.
Pochi minuti prima, durante il viaggio verso le scuole, un ragazzo avrebbe continuato a premere il pulsante di emergenza, senza una necessità reale. Il controllore sarebbe intervenuto per farlo smettere, ma il richiamo avrebbe innescato una reazione violenta una volta arrivati a destinazione.
Stando ai racconti di alcuni genitori che hanno assistito alla scena, ripresi dalla stampa locale, il lavoratore sarebbe stato affrontato da uno o più giovani e colpito alla testa.
Durante l’aggressione, qualcuno gli avrebbe anche premuto con forza il viso contro l’asfalto. Intorno all’uomo si sarebbe raccolto un gruppo di circa quindici ragazzi, tra i 15 e i 17 anni: alcuni avrebbero assistito alla scena incitando chi lo stava picchiando, anziché intervenire.
Terminata l’aggressione, il dipendente sarebbe riuscito a rimettersi in piedi e a risalire sul mezzo. Le prime informazioni non segnalano ferite gravi, ma l’uomo sarebbe rimasto sotto choc per quanto subito. L’episodio è stato confermato da Svt, che potrebbe utilizzare le registrazioni delle telecamere installate sugli autobus per contribuire a ricostruire i fatti e individuare i responsabili.
Svt, sindacati e Comune chiedono interventi: «Serve una risposta concreta»
La vicenda ha riacceso l’attenzione sulle condizioni di sicurezza del personale del trasporto pubblico. Come sottolineato da Il Giornale di Vicenza, il presidente di Svt, Marco Sandonà, ha condannato duramente l’accaduto, escludendo che possa essere derubricato a una semplice ragazzata. «Non si è trattato di una bravata, ma di un’aggressione vera e propria», ha affermato, richiamando l’importanza di rispettare le disposizioni che regolano il servizio e l’utilizzo dei dispositivi di emergenza. L’azienda ha inoltre assicurato che sosterrà il proprio dipendente e valuterà le iniziative necessarie per tutelarlo.
Sul fronte politico, il consigliere comunale Giacomo Bez ha chiesto di rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nella Città degli Studi, anche attraverso una maggiore collaborazione con la polizia locale. Nell’area, ha spiegato, si concentrerebbero circa cinquemila persone in mezz’ora durante gli ingressi scolastici, tra ragazzi, docenti e genitori. Da qui la richiesta di migliorare la gestione degli spostamenti e di mantenere alta la vigilanza anche rispetto allo spaccio. Bez ha inoltre invocato maggiori risorse per la Questura e un lavoro condiviso tra istituzioni, famiglie, scuole e servizi sociali, sottolineando che le responsabilità di pochi non devono ricadere sull’intera popolazione studentesca.
A rendere ancora più delicato il quadro è un’altra aggressione avvenuta in città pochi giorni prima. Il 14 ottobre un medico di 33 anni era stato assalito da un gruppo di giovanissimi in centro, riportando la frattura del setto nasale. Per quel caso la polizia aveva individuato due minorenni, di 13 e 16 anni. Due episodi distinti che hanno riportato al centro del dibattito cittadino la necessità di prevenire le violenze a Vicenza.
