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Iran, Khamenei: Trump un terrorista, Soleimani un eroe

Teheran, 17 gen. (askanews) – Una enorme folla ha assistito al sermone dell’ayatollah Khamenei nella grande moschea di Teheran nel venerdì di preghiera. Un evento rarissimo: la guida suprema in passato ha infatti pronunciato sermoni solo in momenti ritenuti critici per la Repubblica islamica.

Khamenei ha subito puntato il dito contro gli Stati Uniti. Ha definito Donald Trump “un terrorista” che ha fatto uccideere vigliaccamente Soleimani e ha giudicato l’attacco missilistico contro la base Usa in Iraq come un momento in cui gli americani sono stati colpiti “nell’orgoglio”.

Quanto all’aereo civile abbattuto dai missili iraniani, Khamenei ha auspicato “che non si ripeta mai più” un errore del genere.

Nel discorso trasmesso in diretta dalla tv di Stato, la massima autorità religiosa e politica del paese ha ripetuto “le sue condoglianze per le famiglie delle vittime”.

Quindi Khamenei ha esortato il suo popolo: “L’unica strada da percorrere è che l’Iran diventi più forte e potente e non solo in campo militare” per fare fronte ai complotti dei nemici, tra i quali ha annoverato anche i governi di Francia, Germania e Gran Bretagna, giudicati dalla guida suprema iraniana dei “governi sottomessi all’America”.

Il discorso di Khamenei è stato seguito da migliaia di persone. Un evento storico visto che l’ultima volta che l’ayatollah ha guidato una preghiera del venerdì è stata il 3 febbraio di otto anni fa, in occasione delle primavere arabe.

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