Un badante di 63 anni, accusato di stupro ai danni di un’anziana di 91 anni a Padova, è stato rimpatriato in Sri Lanka prima dell’udienza preliminare. L’espulsione rischia di impedire lo svolgimento del processo, lasciando la famiglia della donna senza una risposta giudiziaria.
Badante accusato di violenza sessuale su una 91enne a Padova, espulso in Sri Lanka: niente processo
Un uomo di 63 anni, cittadino dello Sri Lanka, rischia di non essere processato per la presunta violenza sessuale ai danni di un’anziana di 91 anni che assisteva nella sua abitazione a Padova. La vicenda risale all’ottobre 2025, quando la figlia della donna, controllando da remoto le telecamere installate in casa per verificare le condizioni della madre, avrebbe visto il badante completamente nudo sopra l’anziana, anch’essa svestita.
Sconvolta da quanto apparso sullo schermo del cellulare, la figlia avrebbe intimato all’uomo di allontanarsi attraverso il microfono dell’impianto, per poi raggiungere l’abitazione, licenziarlo e denunciarlo alle forze dell’ordine.
I filmati sono stati acquisiti dagli investigatori della Squadra mobile e hanno contribuito all’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Sergio Dini, che ha chiesto il rinvio a giudizio per violenza sessuale aggravata.
La 91enne, secondo quanto emerso, soffrirebbe di problemi di memoria e disorientamento, condizioni che la renderebbero particolarmente vulnerabile. Come riportato da Today, la visita al pronto soccorso, tuttavia, non avrebbe evidenziato segni di violenza. L’uomo avrebbe respinto le accuse, mentre la sua posizione resta da accertare in sede giudiziaria.
Il rimpatrio prima dell’udienza e lo sfogo della figlia: «Ci è stata negata la possibilità di ottenere giustizia»
Il caso ha subito una svolta con il rimpatrio del 63enne, che viveva in Italia dal 2009. Come riportato dal Corriere, il 9 settembre scorso l’uomo è stato espulso e accompagnato all’aeroporto di Venezia, da dove è partito con un volo di linea per lo Sri Lanka, con il divieto di rientrare in Italia per almeno cinque anni. Il provvedimento sarebbe maturato nell’ambito della procedura per il mancato rinnovo del permesso di soggiorno, ma le ragioni precise dell’espulsione restano da chiarire.
Secondo quanto riportato dalla stampa, l’unico altro precedente a suo carico sarebbe una denuncia per guida in stato di ebbrezza: tra le ipotesi al vaglio c’è quindi quella che proprio l’accusa di violenza sessuale abbia influito sulla decisione amministrativa. Nel frattempo, l’udienza preliminare si è svolta senza la presenza dell’imputato, ormai fuori dal territorio italiano. Il giudice aveva rinviato l’udienza per acquisire il decreto di espulsione e verificarne le motivazioni.
La vicenda potrebbe ora concludersi con un non luogo a procedere, senza un dibattimento che accerti le eventuali responsabilità dell’uomo. «Siamo esterrefatti. A mia mamma e alla nostra famiglia è stata negata la possibilità di ottenere giustizia», ha dichiarato la figlia della 91enne, presente in tribunale con la propria legale. Resta dunque da chiarire come il procedimento amministrativo abbia inciso su quello penale, con il rischio che il caso non arrivi mai a un processo.
