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West Nile virus: 432 casi confermati in Italia, 17 morti e il rischio endemia

West Nile virus: 432 casi confermati in Italia, 17 morti e il rischio endemia

L'Italia affronta una nuova ondata di West Nile virus con 432 casi confermati e 17 vittime. Scopri come il cambiamento climatico sta influenzando la diffusione del virus e quali sono le misure preventive essenziali.

L’Italia sta affrontando una nuova ondata di West Nile virus con 432 casi confermati e 17 vittime registrate al 26 agosto 2026. Il virus, trasmesso dalle zanzare del genere Culex rappresenta una minaccia crescente, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici che potrebbero renderlo endemico nel nostro Paese.

L’epidemiologo Massimo Ciccozzi del Campus Bio-Medico ha evidenziato come la situazione sia analoga a quella dello scorso anno, ma con una preoccupante tendenza all’aumento.

La letalità del virus, calcolata sulle forme neuro-invasive, è pari al 7,2%, un dato che richiede massima attenzione.

La diffusione del West Nile virus in Italia

Il virus del Nilo occidentale è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda ma oggi è diffuso in AfricaAsia occidentaleEuropaAustralia e America. In Italia, il primo focolaio risale all’estate del 1998, e da allora i casi sono aumentati costantemente.

Attualmente, sono 66 le province italiane con dimostrata circolazione del virus in 17 regioni: PiemonteLombardiaProvincia autonoma di TrentoVenetoFriuli-Venezia GiuliaLiguriaEmilia-RomagnaToscanaUmbriaLazioAbruzzoMoliseCampaniaPugliaCalabriaSicilia e Sardegna.

Nuovi casi e decessi

Negli ultimi giorni, sono stati registrati nuovi casi, tra cui uno nel Comune di Veronella in Veneto segnalato il 13 agosto ma reso noto solo di recente.

I decessi sono saliti a 15, con due vittime negli ultimi tre giorni: un ottantacinquenne al policlinico San Matteo di Pavia e una settantaduenne di Qualiano presso Napoli.

Tra gli infettati, 223 hanno sviluppato la forma neuroinvasiva della febbre del Nilo, che comporta complicanze più gravi. Le autorità sanitarie hanno accertato 63 infezioni asintomatiche tra i donatori di sangue e 144 casi accompagnati da febbre. La progressione del virus è rapida, con un aumento significativo rispetto ai dati precedenti.

Prevenzione e misure di controllo

La prevenzione è fondamentale per contrastare la diffusione del virus. L’epidemiologo Ciccozzi sottolinea l’importanza di una disinfestazione programmatica già all’inizio della primavera, liberando anche maschi sterili per ridurre la popolazione di zanzare. La parola chiave è prevenzione che deve essere attuata in modo sistematico e coordinato.

Il Piano per le arbovirosi dovrebbe garantire una disinfestazione efficace, ma è necessario un coordinamento migliore tra le autorità regionali e un centro nazionale di sorveglianza unico, come l’Istituto Superiore di Sanità. La mancanza di un sistema efficace di raccolta e analisi dei dati limita la capacità di risposta alle emergenze sanitarie.

La trasparenza e la tempestività nella condivisione delle informazioni sono essenziali per gestire il rischio epidemico e tutelare la salute pubblica. L’Italia deve affrontare questa sfida non solo sanitaria, ma anche organizzativa e comunicativa, migliorando i sistemi di raccolta, analisi e diffusione dei dati sul West Nile virus.

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