Il panorama del centrodestra registra nuove scosse con la nascita del partito Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Altri due deputati lasciano la Lega per unirsi all’ex generale, rafforzando un progetto identitario e sovranista pronto a inserirsi come nuovo attore sulla scena politica e a sfidare i tradizionali equilibri della coalizione.
Futuro Nazionale: un nuovo attore nel centrodestra
Il progetto di Vannacci potrebbe incontrare ostacoli sul piano burocratico: il nome “Futuro Nazionale” sarebbe già stato registrato nel 2011 da un esponente dei 5 Stelle oggi deceduto, la cui vedova non intenderebbe cederlo. Secondo l’Ansa, il marchio sarebbe però scaduto nel 2020, e lo stesso Vannacci intende procedere con la denominazione. Considerando le adesioni al nuovo movimento, il partito potrebbe costituire un serio competitor per il centrodestra alle prossime elezioni, apparendo sulla scheda elettorale.
Addio Lega, hanno scelto Vannacci: Salvini e il Carroccio perdono due deputati
Il cosiddetto “effetto Vannacci” continua a farsi sentire: i deputati Rossano Sasso ed Edoardo Ziello hanno ufficialmente lasciato la Lega, seguendo le orme di Emanuele Pozzolo di Fratelli d’Italia, e passeranno al gruppo Misto della Camera prima di aderire al nuovo partito del generale Roberto Vannacci, Futuro Nazionale.
Ziello ha spiegato sui social di sentirsi “costretto a dimettermi da un partito che continua a tradire la fiducia degli italiani e di aderire a Futuro Nazionale. Un progetto di destra seria e vitale che non vuole far tornare la Sinistra al governo del generale, Roberto Vannacci. Ad maiora!”.
Anche Sasso ha motivato la sua scelta con ragioni politiche e una dissonanza rispetto all’evoluzione della Lega: “Esco dalla Lega e scelgo di seguire il generale Roberto Vannacci nella sua battaglia identitaria e sovranista. Memento audere semper”.
Le divergenze con il Carroccio non riguardano solo il quadro politico interno, ma anche decisioni specifiche come il voto sul dl Ucraina, su cui entrambi i deputati avevano presentato un emendamento contrario all’invio di armi a Kiev.
Ziello ha sottolineato come il suo intervento non rispecchiasse la linea del partito: “Il capogruppo della Lega, Molinari, ha dichiarato che il mio emendamento al Dl Ucraina… non rappresenta, in alcun modo, la linea del partito”. A ciò si è aggiunta la critica a Salvini, accusato di simulare posizioni contrarie agli armamenti per motivi elettorali: “gli italiani non hanno l’anello al naso”.
Sasso, più misurato, ha motivato la propria uscita con l’incompatibilità con la nuova visione politica del partito, ma ha tenuto a ribadire la gratitudine verso Salvini: “non voglio polemizzare né col partito né con Matteo Salvini al quale sarò sempre grato per le opportunità e le gratificazioni che mi ha dato”.
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