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Nuovo caso doping, Schwazer respinge le accuse: "Sono innocente, ma non mi difenderò"

Nuovo caso doping, Schwazer respinge le accuse: "Sono innocente, ma non mi difenderò"

Alex Schwazer si difende dalle accuse, invoca l’analisi del campione aggiuntivo e critica il sistema antidoping internazionale.

Nuova bufera nel mondo della marcia: Alex Schwazer torna sotto accusa per una presunta positività all’Epo. L’atleta, sospeso in via cautelare dall’antidoping tedesco, respinge ogni addebito e annuncia di non voler affrontare un’altra lunga battaglia legale.

Alex Schwazer positivo al doping, le prime parole del campione: “Non mi difendo più”

Una nuova vicenda legata al doping coinvolge Alex Schwazer. L’agenzia nazionale antidoping tedesca ha avviato un procedimento nei confronti del marciatore italiano dopo aver rilevato tracce di Eritropoietina (Epo) nei campioni raccolti durante i campionati tedeschi di marcia su strada. Secondo quanto comunicato dalle autorità, la sostanza sarebbe stata individuata “sia nei campioni di urina sia in quelli di sangue”, circostanza che ha portato alla sospensione cautelare dell’atleta.

Come riportato da Sky Sport, durante la conferenza stampa, Schwazer ha ribadito la propria estraneità alle accuse e ha espresso la volontà di non affrontare una nuova lunga battaglia giudiziaria. “Ho ricevuto stamattina questa contestazione di positività all’eritropoietina: non ho preso nulla, sono innocente ma non mi difenderò, a 41 anni non ne ho più la forza, ha dichiarato il marciatore.

L’atleta ha spiegato di non comprendere l’origine del risultato positivo e di non voler più dedicare anni della propria vita a procedure e ricorsi: “Posso solo dire che non ho assunto Epo, non so come è finita nella provetta. Non lo voglio nemmeno sapere, non siamo a 10 anni fa quando i miei giorni giravano intorno a queste domande. Altrimenti mi rovino”. Schwazer ha sottolineato come oggi le sue priorità siano cambiate e come non voglia mettere a rischio la propria serenità personale. Dopo le vicende che hanno segnato gli ultimi anni della sua carriera, l’ex campione olimpico ha spiegato di non avere più le energie per affrontare un nuovo percorso difensivo.

L’unico passo che la difesa intende valutare riguarda la controanalisi, ma con una condizione precisa: l’esame dovrà riguardare anche un terzo campione di urina conservato da Sandro Donati. “Chiederemo la controanalisi se verrà analizzato il terzo campione in custodia a Sandro, altrimenti rinunciamo, ha spiegato Schwazer, ribadendo la sua mancanza di fiducia nei confronti del sistema.

Il marciatore ha ricordato il periodo successivo ai Giochi olimpici di Rio 2016, quando fu coinvolto in un lungo percorso giudiziario terminato nel 2021: “Dopo Rio sono stati cinque anni fino alla chiusura del processo penale nel 2021 a passare nottate a leggere le memorie, sfinirsi perché le provette non venivano mandate”. Una fase che, secondo l’atleta, ha lasciato un segno profondo e che non vuole più rivivere.

Alex Schwazer positivo al doping: l’unica richiesta della difesa

La linea difensiva di Schwazer si concentra sulla necessità di esaminare un ulteriore campione ritenuto fondamentale per chiarire la vicenda. Gli avvocati hanno spiegato che la controanalisi dei campioni ufficiali sarà richiesta soltanto se verrà presa in considerazione anche la provetta conservata da Sandro Donati.

Secondo il legale, proprio quel campione potrebbe fornire elementi decisivi: La sua innocenza è in questa provetta, anche se non ha voglia di combattere legalmente abbiamo già firmato le controanalisi delle prove A e B, a condizione che venga analizzata la provetta C che dimostra la sua innocenza”.

L’avvocato, sempre stando alle indiscrezioni di Sky Sport, ha inoltre espresso dubbi sulla gestione della procedura, ricordando precedenti controversie legate al caso Schwazer: Siamo allibiti. Come legali siamo perplessi, fino al 2016 ci sono state più violazioni nei suoi riguardi. Oggi siamo di fronte a una prova alla quale non crediamo. La richiesta principale resta quindi quella di garantire massima trasparenza nell’analisi dei materiali disponibili. Anche Sandro Donati ha commentato la nuova contestazione con sorpresa e amarezza. L’ex allenatore di Schwazer ha dichiarato: Posso esprimere sorpresa e amarezza. Ho allenato Alex fino al 2016, sono sempre rimasto in buoni rapporti con lui”. Donati ha inoltre spiegato di aver conservato un terzo campione di urina del controllo effettuato in Germania: “Spero che nell’ottica della ricerca della verità, si voglia esaminare questo campione”. La difesa sostiene che la verifica della provetta aggiuntiva rappresenti un passaggio indispensabile per fare chiarezza. Se lo fanno trovano la verità, se non lo fanno…”, è stato affermato durante la conferenza stampa, evidenziando i dubbi sul mancato utilizzo di quel materiale.

La vicenda resta quindi legata al confronto tra la richiesta di ulteriori verifiche da parte della difesa e la posizione dell’autorità antidoping tedesca. Al centro del dibattito rimane la possibilità di analizzare il terzo campione di urina, indicato dai legali e da Donati come elemento necessario per chiarire definitivamente il caso.

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