Il processo in corso a Milano riguarda un’accusa di diffamazione aggravata collegata alla pubblicazione di un articolo ritenuto lesivo della reputazione della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La vicenda vede tra gli imputati Fabrizio Corona, insieme al direttore della testata coinvolta Dillingernews, e nasce dalla diffusione di una notizia poi contestata, relativa a presunti rapporti personali della premier, che ha portato all’apertura del procedimento e alla sua costituzione come parte civile.
Giorgia Meloni pronta a testimoniare in un’aula di tribunale contro Fabrizio Corona
Come riportato dall’Ansa, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato la propria disponibilità a comparire davanti al Tribunale di Milano il 28 settembre, dove sarà ascoltata in qualità di testimone e parte civile nell’ambito di un processo per diffamazione aggravata.
La comunicazione è stata formalizzata in aula dalla sua difesa, rappresentata dall’avvocata e senatrice Giulia Bongiorno, che ha riferito la volontà della premier di rendere dichiarazioni direttamente in sede giudiziaria dopo il rinvio di una precedente convocazione avvenuta a Palazzo Chigi per impegni istituzionali.
Il procedimento trae origine da un articolo pubblicato nell’ottobre 2023 sul sito Dillingernews.it, ritenuto diffamatorio, nel quale veniva ipotizzata una relazione privata tra Giorgia Meloni e l’ex deputato di Fratelli d’Italia Manlio Messina.
Tale contenuto ha portato la premier a sporgere denuncia e a costituirsi parte civile nel processo che vede imputati Fabrizio Corona e il direttore della testata Luca Arnau. L’accusa contestata è quella di diffamazione aggravata, legata alla diffusione di una notizia ritenuta priva di fondamento e lesiva della reputazione della Presidente del Consiglio.
È stato inoltre fissato che l’eventuale esame di Corona potrà svolgersi subito dopo la deposizione di Giorgia Meloni nella stessa giornata del 28 settembre. La fase conclusiva del dibattimento, con le arringhe di accusa e difese, è stata invece calendarizzata per il 14 dicembre.
Giorgia Meloni pronta a testimoniare contro Fabrizio Corona: le dichiarazioni in aula e la dinamica dell’inchiesta
Stando alle indiscrezioni di Sky Tg24, l’udienza avrebbe registrato anche momenti di tensione tra le parti, in particolare tra la difesa della premier e l’avvocato di Corona. Lo scambio si sarebbe acceso sul piano procedurale, con divergenze sui tempi dell’esame e sulle modalità dell’istruttoria. In aula sarebbero stati utilizzati toni diretti: “Non accetto questi toni”, pare abbia ribadito Bongiorno, mentre la controparte avrebbe replicato con “Io devo prendere lezioni da qualcuno?” e “Grazie della lezioncina”. La legale della premier avrebbe chiesto che l’intero confronto venisse verbalizzato, sottolineando la necessità di una conduzione ordinata dell’udienza: “La prego di dirigere l’udienza come sa fare lei, giudice… In questo intervento si è urlato”.
Parallelamente, è stato ascoltato il direttore di Luca Arnau, che ha ricostruito la pubblicazione del contenuto contestato. Arnau ha spiegato di aver ricevuto la notizia da Fabrizio Corona e di averla riportata in tempi molto rapidi, sostenendo che si trattasse di una voce non verificata ma percepita come attendibile al momento della pubblicazione: “Fabrizio – ha spiegato – è un recettore di notizie e le portava”. Ha aggiunto che l’articolo rientrava nel taglio editoriale del sito, definendolo un contenuto di natura gossippara e inizialmente considerato privo di conseguenze rilevanti: “Era un pezzo innocuo”.
Arnau ha inoltre dichiarato di aver agito in buona fede, sottolineando la rapidità della pubblicazione: “In un quarto d’ora ho pubblicato la notizia da quando è arrivata. Come facevo a fare controlli?”. Solo successivamente, ha riferito, avrebbe scoperto la smentita della presunta relazione, manifestando delusione verso la fonte dell’informazione: “Mi sono sentito tradito, lui me l’aveva data per certa, per lui era sicura”.
L’impianto accusatorio, dunque, ruota attorno alla verifica della responsabilità nella diffusione di contenuti ritenuti lesivi, mentre il processo prosegue con la prossima tappa chiave fissata per la testimonianza della premier e l’eventuale interrogatorio dell’imputato principale.
