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L’alluce valgo è una delle patologie del piede più diffuse, soprattutto tra le donne. Si tratta di una deformazione articolare e ossea che interessa l’alluce e che, nella maggior parte dei casi, si accompagna a una borsite cronica, ovvero un’infiammazione ricorrente della borsa mucosa situata in quella zona. Chi ne soffre lo riconosce immediatamente: il piede cambia forma, compare una protuberanza visibile, che molti chiamano “noce”, “patata” o “cipolla”, e il dolore diventa un compagno quotidiano. Ma non si tratta solo di un problema estetico. L’alluce valgo può compromettere la deambulazione, alterare la postura e, se trascurato, portare a deformazioni progressive che coinvolgono anche il secondo dito del piede.
Alluce valgo: cos’è e le cause
Dal punto di vista anatomico, la patologia si manifesta con la deviazione del primo metatarso verso l’interno e dell’alluce verso l’esterno, generando quello che viene definito angolo di valgismo. La zona si presenta gonfia, arrossata e spesso ispessita (ipercheratosi). Le origini dell’alluce valgo possono essere molteplici. In alcuni casi entrano in gioco fattori ereditari e genetici; in altri, il problema nasce da abitudini quotidiane come l’uso prolungato di scarpe strette, con la punta appuntita o con il tacco alto, che alterano gli equilibri tra articolazioni e tendini del piede fino a deformare le ossa. Non è un caso che le donne siano le più colpite e non di rado sviluppano contemporaneamente anche l’occhio di pernice o le unghie nere. Tra le altre cause vanno citate alcune forme di artrite (reumatoide, gottosa, psoriasica) e condizioni particolari come la Sindrome di Marfan, la paralisi cerebrale o i disturbi neuromuscolari.
Alluce valgo: sintomi naturali e terapia conservativa
Il segnale più evidente è il dolore, diretto conseguenza della borsite. Attorno all’articolazione si notano gonfiore, arrossamento e ispessimento della pelle, con possibile comparsa di calli, vesciche e irritazioni cutanee. In alcuni casi il movimento del primo dito risulta limitato, e nei casi più seri la difficoltà si estende alla capacità di camminare. Prima di arrivare all’intervento, esistono diverse strategie per gestire i sintomi. Gli impacchi di ghiaccio, applicati più volte al giorno, aiutano a ridurre il dolore e l’infiammazione; i pediluvi con acqua calda e sale grosso o con la lavanda offrono sollievo immediato. È fondamentale scegliere calzature adeguate, niente tacchi alti, niente punte strette, e affidarsi a plantari su misura per riallineare le ossa e ridurre il sovraccarico sulla parte anteriore del piede. Utili anche i separadita, i cuscinetti adesivi e le stecche correttive (tutori), da scegliere sempre su indicazione di uno specialista. Non va sottovalutata l’importanza di mantenere il peso forma, poiché il sovrappeso aggrava la condizione. Nella dieta è bene assicurarsi un buon apporto di vitamina A, vitamina C, vitamina D e calcio per sostenere la salute delle ossa. La fisioterapia può contribuire a ridurre i sintomi nel tempo, mentre il medico potrà valutare la prescrizione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o, nei casi indicati, di iniezioni di corticosteroidi.
Alluce valgo: quando si ricorre all’operazione
Se la terapia conservativa non produce risultati sufficienti, il medico può orientarsi verso la chirurgia. Le tecniche disponibili sono diverse: dal riposizionamento osseo alla capsuloplastica, dal ribilanciamento tendineo all’artroplastica o all’artroprotesi, fino alle fusioni articolari e alle osteotomie. L’intervento più frequente è l’osteotomia, che può essere distale, prossimale o diafisaria a seconda del caso. Va precisato che la chirurgia è controindicata in presenza di problemi vascolari. Dopo l’operazione è sempre necessario un periodo di riabilitazione fisioterapica per recuperare la piena funzionalità del piede.