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Aneddoto dall’EuroPride: come nacque la scelta di Claudia Gerini come presentatrice

Aneddoto dall’EuroPride: come nacque la scelta di Claudia Gerini come presentatrice

Angelo Perrone racconta come, dopo la richiesta di una presentatrice donna che parlasse inglese, fu scelta Claudia Gerini per introdurre Lady Gaga all’EuroPride e quale fu il contenuto del discorso dell’artista

Nel 2011 Lady Gaga salì sul palco dell’EuroPride a Roma con una parrucca azzurra e un pianoforte, esibendosi sulle note di Born This Way e The Edge Of Glory. Quel momento è rimasto impresso non solo per l’energia musicale ma anche per il contesto politico e simbolico dell’evento: l’artista interpretò il ruolo di madrina di una manifestazione che mirava a dare voce ai diritti civili.

A distanza di quindici anni Angelo Perrone ha riaperto quel cassetto di ricordi e ha svelato un curioso dietro le quinte che coinvolge Cristiano Malgioglio e Claudia Gerini. La storia mette in luce come le scelte organizzative possano nascondere piccoli scontri personali e richieste precise dell’artista. La vicenda mostra anche come una semplice imposizione di ruolo possa trasformarsi in aneddoto divertente.

Il confronto tra Perrone e Malgioglio per il ruolo di presentatore

Secondo il racconto, quando fu chiesto a Lady Gaga di fare la madrina dell’evento, lei avrebbe indicato criteri semplici per chi doveva svolgere il ruolo di host: una donna con buona padronanza dell’inglese. Questo dettaglio trasformò rapidamente una candidatura affettuosa in un piccolo punto di attrito.

Cristiano Malgioglio propose se stesso per presentare la serata, ma l’ufficio stampa guidato da Angelo Perrone bloccò la sua partecipazione per rispettare la volontà dell’artista. La decisione, pur motivata dalla professionalità, scatenò un diverbio tra amici di lunga data.

La proposta di Claudia Gerini e l’ok definitivo

Nel periodo delle trattative Perrone lavorava con Claudia Gerini e la indicò agli organizzatori come soluzione ideale: una donna nota, con esperienza sul palco e capacità di comunicare in inglese. Il nome fu sottoposto a Lady Gaga per l’approvazione finale e, nonostante la scelta fosse formale, l’artista diede il suo consenso. La presenza di Gerini rispose così ai requisiti imposti dall’artista e chiuse la questione sul piano organizzativo, anche se lasciò spazio a qualche rammarico personale da parte di chi avrebbe voluto essere alla conduzione.

Come andò sul palco e la reazione di Malgioglio

Quando arrivò il momento dell’introduzione, Claudia Gerini limitò il suo intervento a una breve presentazione: un semplice “Ladies and gentlemen, Lady Gaga” che non proseguì con un’intervista. Questo fece nascere il divertimento retrospettivo: Cristiano Malgioglio commentò che quella frase l’avrebbe potuta dire anche lui, rimanendo così con un piccolo sassolino nella scarpa. Secondo Perrone il dissapore si prolungò solo per un po’, poi i legami personali hanno prevalso e la questione si è risolta con una sorta di sorriso complice.

Il bilancio umano dell’episodio

Dietro l’aneddoto emerge un tema più ampio: la gestione delle persone in eventi pubblici e come il desiderio di rispettare le richieste di un’artista internazionale possa entrare in conflitto con sensibilità e amicizie locali. Il racconto di Perrone non vuole colpevolizzare nessuno, ma mostrare come le scelte pratiche possano avere conseguenze emotive. Alla fine, l’attenzione rimase su ciò che contava davvero: la performance e il messaggio dell’artista.

Il discorso di Lady Gaga e il significato politico della serata

Prima delle esibizioni musicali Lady Gaga tenne un intervento di circa quindici minuti in cui richiamò l’attenzione sulla necessità di trasformare le ferite del passato in spinta verso la libertà. Nel suo discorso invitò a creare una nuova narrazione collettiva e a sintetizzare le esperienze personali nel presente per diventare, nelle sue parole, dei veri e propri rivoluzionari dell’amore. Il messaggio si concentrò sulla solidarietà e sull’azione comune per superare barriere e discriminazioni.

Nel passaggio più forte del suo intervento Lady Gaga citò paesi dove i diritti sono limitati, menzionando esplicitamente Lituania, Russia, Polonia, Ungheria, Libano e aree del Medio Oriente. Richiamò l’attenzione sulle conseguenze della discriminazione, dall’isolamento sociale all’aumento di casi estremi come il suicidio, e sollecitò i leader politici a favorire l’inclusione invece di alimentare divisioni. Quel messaggio rimase uno dei momenti più ricordati dell’evento, tanto per il contenuto quanto per la forza dell’artista.