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Francesco Cavestri e Noè: un ponte tra tradizione jazz e suoni contemporanei

Francesco Cavestri e Noè: un ponte tra tradizione jazz e suoni contemporanei

Francesco Cavestri, pianista bolognese di 23 anni, pubblica Noè: un disco registrato negli studi Universal di Milano che mescola piano solo, formazione in trio ed elementi di elettronica, con la partecipazione della Budapest Scoring Orchestra e influenze che vanno da Bill Evans a Ennio Morricone

Francesco Cavestri, pianista e compositore nato a Bologna e ormai presente sulla scena internazionale, pubblica oggi l’album Noè per Universal Music Italia. Il progetto è stato presentato in una conferenza stampa nella sede milanese di Steinway & Sons, dove l’artista ha eseguito alcuni brani dal vivo; l’album è il quarto della sua discografia e si caratterizza per un dialogo continuo tra tradizione jazz e linguaggi contemporanei.

Registrato interamente negli studi Universal di Milano e realizzato in Dolby Atmos su un pianoforte Steinway B211, Noè è il frutto di un percorso di scrittura iniziato nel settembre 2026 e sviluppato attraverso collaborazioni orchestrali, tour internazionali e sperimentazioni elettroniche.

La struttura sonora del disco

Il disco vive di tre anime ben distinte: da un lato il piano solo, intimo e riflessivo; dall’altro il trio, che richiama la grande tradizione del jazz pianistico; infine l’innesto di elettronica e texture digitali che ampliano il ventaglio timbrico.

Questa tripartizione consente a Cavestri di spostarsi tra minimalismo pianistico e arrangiamenti orchestrali senza soluzione di continuità.

Brani e riferimenti musicali

L’apertura con “Omen of a Sea” rimanda a atmosfere trip-hop e a suggestioni ritmiche che possono evocare i Massive Attack, mentre “A Breath Before Dawn” mescola questi riferimenti con echi di band come Weather Report. La title track invece richiama la lezione di Bill Evans nella formazione in trio: equilibrio tra improvvisazione e raffinata melodicità.

Elementi orchestrali e collaborazioni

Nel disco trova spazio anche “Souvenir di un Bacio (Ararat)“, che è stata registrata con la Budapest Scoring Symphonic Orchestra. Questo momento orchestrale mette in luce l’interesse di Cavestri per il mondo delle colonne sonore e la sua volontà di connettere jazz e scrittura sinfonica.

Le influenze e l’idea di jazz

Cavestri indica un pantheon di riferimenti che comprende Bill Evans, Keith Jarrett, Robert Glasper, Herbie Hancock e Chick Corea, ma accanto a questi nomi compare anche il patrimonio dei grandi compositori del cinema italiano come Ennio Morricone, Piero Umiliani, Armando Trovajoli e Riz Ortolani. Questa miscela di stimoli è alla base della sua visione: il jazz come linguaggio aperto, capace di accogliere e trasformare elementi diversi.

Contaminazione come metodo

Per Cavestri la contaminazione non è un vezzo estetico ma una pratica storica: il jazz nasce dall’incontro tra culture e generi e solo mantenendo questa attitudine può rimanere vitale. Nel suo nuovo lavoro convive quindi il linguaggio improvvisativo con l’elettronica elegante, il funk-soul e la scrittura orchestrale.

Percorso formativo e attività recenti

Classe 2003, Cavestri si è diplomato in Pianoforte Jazz al Conservatorio di Bologna a vent’anni e ha approfondito la sua formazione al Berklee College of Music di Boston e alla The New School di New York. Negli ultimi mesi ha portato la sua musica in città come New York, Chicago, Toronto, London, Paris e Dubai, anticipando l’uscita dell’album con un tour internazionale.

Riconoscimenti e affiliazioni

Dal settembre 2026 è entrato ufficialmente nel roster degli Steinway Artists, un riconoscimento che sottolinea il legame con lo strumento e con la tradizione pianistica. Inoltre, Noè è stato prodotto all’interno della struttura Universal con il sostegno del programma Per Chi Crea promosso da MIC e SIAE, rendendo il progetto un esempio di produzione integrata tra registrazione, visual e publishing.

Il messaggio artistico e le prospettive

Noè vuole essere un’arca sonora: un contenitore in cui mondi diversi convivono e dialogano. Il pianista ammette che il suo sogno è scrivere colonne sonore per il cinema, citando come possibile interlocutore Paolo Sorrentino, e il disco sembra proprio muoversi in quella direzione, con momenti che richiamano narrazione, atmosfera e grande attenzione alla melodia.

Con Noè, Francesco Cavestri conferma la propria volontà di spostare i confini del jazz contemporaneo, proponendo un linguaggio che valorizza la tradizione senza rinunciare all’innovazione. L’album rappresenta dunque un passo ulteriore nel percorso di un artista giovane che guarda al passato per costruire un orizzonte sonoro contemporaneo.