La versatilità di Orietta berti emerge da ogni parola dell’intervista: instancabile sulla strada dei live, con un disco in programma a Natale per celebrare i 60 anni di carriera e un nuovo singolo che mescola pop contemporaneo e tecnologia. Tra tappe internazionali, idee in continuo fermento e la volontà di non fossilizzarsi su un repertorio già noto, la cantante racconta come adattarsi a un mercato musicale in costante trasformazione.
Un’agenda fitto di impegni e il valore dell’attività sul palco
Orietta sottolinea che il lavoro è il suo motore: preferisce essere in movimento piuttosto che a casa a curare i piccoli impegni domestici. I concerti estivi e le apparizioni televisive continuano a occupare gran parte del suo tempo, insieme ai progetti discografici. Il senso di continuità è chiaro: celebrare i 60 anni di carriera con un album di inediti, piuttosto che limitarsi a una carrellata di successi passati, è la scelta che definisce la sua attitudine verso il futuro.
Gli appuntamenti e le scelte artistiche
Accanto ai concerti, Orietta pensa a un cofanetto e ad altre sorprese per i fan: l’uscita del disco a Natale e una raccolta prevista per l’anno successivo sono parte di un piano più ampio. Nonostante la quantità di proposte che riceve, mantiene una linea di selezione, preferendo collaborazioni che la spingano fuori dalla comfort zone vocale e artistica.
Per lei il palco rimane lo spazio privilegiato dove emozionarsi e divertirsi, soprattutto nelle piazze, dove il rapporto con il pubblico è diretto e spontaneo.
QCPF: sperimentazione sonora e dialogo con l’IA
Il singolo QCPF (Quadri Cuori Picche Fiori) rappresenta un passo evidente verso la modernità: pubblicato sulle piattaforme digitali, il brano è frutto della collaborazione con Daniele “Danti” Lazzarin alla produzione, con la partecipazione del popolare streamer Il Rosso e dell’artista virtuale Iaem, una realtà nata dall’intelligenza artificiale. Questo mix di mondi diversi sottolinea la volontà di Orietta di dialogare con le tendenze contemporanee senza rinnegare le radici della sua carriera.
Significato e simbolismo del brano
L’idea di usare i semi delle carte francesi come metafora amorosa dà al testo una precisa simbologia: i quadri rappresentano un amore timido e platonico, i cuori la passione, le picche le difficoltà che portano alla separazione e i fiori una forma di tenerezza romantica che attraversa età diverse. Orietta si riconosce in particolare nel simbolo dei fiori, che evoca sensibilità e dolcezza, elementi ricorrenti nella sua interpretazione vocale.
Rapporto con la tecnologia: opportunità e responsabilità
Interagire con Iaem ha permesso a Orietta di esplorare strumenti nuovi: utilizza l’IA per i provini, per adattare tonalità e lavorare sulla respirazione, riconoscendo però la necessità di figure tecniche che la rendano operativa. La sua posizione è pragmatica: l’intelligenza artificiale è uno strumento che può amplificare la creatività, ma come ogni tecnologia richiede competenze e può essere usata con finalità positive o negative, a seconda di chi la controlla.
Collaborazioni contemporanee e strategia discografica
La scelta di affiancare giovani esponenti della scena digitale, come Il Rosso, testimonia la strategia di Orietta di restare rilevante sul panorama musicale attuale. Dopo esperienze di successo con artisti come Fedez, Achille Lauro e Fabio Rovazzi, la cantante continua a valutare nuovi feat per mantenere un ritmo di pubblicazione serrato: a suo avviso è importante lanciare singoli con una frequenza che tenga vivo l’interesse, anche senza il sostegno di una major.
Non manca una riflessione sul cambiamento delle canzoni: mentre un tempo il brano doveva esaltare la vocalità dell’interprete, oggi la musica mira a una fruizione più immediata, con tonalità accessibili al pubblico. Questo adattamento non ha impedito a Orietta di conservare la sua cifra artistica, anzi l’ha spinta a misurarsi con modalità espressive differenti.
Ricordi, emozioni e desideri personali
Tra i ricordi legati alla svolta della sua notorietà, Orietta cita l’impatto di Sanremo 2026 e la collaborazione che portò a Mille, un successo che ha catalizzato l’attenzione di nuove generazioni e rilanciato il suo repertorio classico. Nonostante l’esperienza consolidata, l’artista continua a provare l’emozione della performance: quella lucina in studio che segnala l’inizio dell’esibizione restituisce sempre un brivido, e la paura di stonare o dimenticare il testo resta parte del rito scenico.
Infine, tra i desideri personali, Orietta sogna viaggi e piccole avventure, come tornare in un albergo di ghiaccio in Lapponia, mentre si dichiara grata per la possibilità che la musica le ha dato di conoscere luoghi e culture diverse. La sua traiettoria dimostra che rinnovarsi e conservare la propria identità artistica possono convivere, se guidati da curiosità e dal coraggio di sperimentare.