I dati di mercato mostrano tensioni nel settore immobiliare cittadino mentre sedici famiglie storiche di Firenze hanno chiesto una moratoria sulle trasformazioni dell’area tra la stazione Leopolda e le Cascine. L’appello, reso pubblico negli ultimi giorni di febbraio 2026 e presentato a Palazzo Corsini, contesta il progetto noto come cubo nero e la conversione delle ex Officine Grandi Riparazioni (ex Ogr) in un complesso residenziale e ricettivo.
Secondo le analisi quantitative del gruppo promotore, l’intervento favorirebbe interventi di alta gamma e consumo di suolo, riducendo spazi pubblici e qualità della vita nei quartieri interessati.
I numeri
Il documento ufficiale porta sedici firme di casate storiche, tra cui Corsini, Rucellai e Budini Gattai. L’appello è stato presentato con evidenza pubblica tra l’11 e il 13 febbraio 2026. I promotori chiedono la sospensione del piano operativo che prevede insediamenti di edilizia privata di alta gamma. Viene proposta una moratoria per avviare una fase di progettazione partecipata e valutare alternative come la conversione in parco pubblico o permute con immobili pubblici inutilizzati.
Il contesto di mercato
Dal lato macroeconomico il contesto immobiliare urbano mostra pressione sugli usi del suolo e aumento dell’intervento privato in aree strategiche. I firmatari denunciano una dinamica di speculazione immobiliare che privilegia prodotti di lusso. Il progetto del cubo nero è indicato come simbolo di una pianificazione che, a loro avviso, non tutela stratificazioni storiche né funzioni collettive. I promotori richiamano esempi internazionali, come il Kulturforum di Berlino, per sostenere soluzioni miste con spazi pubblici.
Le variabili in gioco
Secondo il professor Roberto Budini Gattai, docente di urbanistica all’Università di Firenze, la gestione dei vuoti urbani è centrale per la riconoscibilità della città. Il mantenimento di spazi non edificati favorisce relazioni visive e funzioni pubbliche. Tra le variabili da considerare vi sono il consumo di suolo, la destinazione d’uso delle ex Ogr, la disponibilità di immobili pubblici per permute e l’impatto delle opere di collegamento come quelle previste lungo il Fosso Macinante.
Impatti settoriali
Le metriche finanziarie e urbanistiche indicano possibili effetti su più settori. Nel comparto dell’edilizia privata si prevede attrazione di capitali per unità di alta gamma. Nel settore culturale e ricettivo vi è il rischio di perdita di spazi per manifestazioni e attività collettive. I firmatari propongono la conservazione di capannoni monumentali e la creazione di un parterre vegetale per eventi e funzioni pubbliche. Viene inoltre avanzata l’ipotesi di soluzioni abitative a canone concordato per mitigare la pressione sul mercato residenziale.
Outlook
Il confronto politico e culturale entrerà nella fase decisionale delle istituzioni comunali. Il documento consegnato a Palazzo Vecchio sollecita una moratoria e una progettazione partecipata prima di qualsiasi avvio operativo. Il dato concreto che segna l’avvio della mobilitazione resta la raccolta di sedici firme tra l’11 e il 13 febbraio 2026. Le parti interessate attendono ora la risposta dell’amministrazione comunale e i prossimi atti formali che definiranno la direzione urbanistica dell’area.