> > Cos’è davvero l’artrosi del ginocchio e come curarla

Cos’è davvero l’artrosi del ginocchio e come curarla

Cos’è davvero l’artrosi del ginocchio e come curarla

Dolore quando sali le scale, rigidità al mattino, fastidio che peggiora camminando: l’artrosi del ginocchio è una delle cause più comuni di questi sintomi.

Le principali linee guida internazionali chiariscono che non esiste una pillola capace di “riparare” l’articolazione. Ma esistono strategie efficaci per controllare il dolore, migliorare la funzione e capire quando è necessario valutare la chirurgia.

Cos’è l’artrosi del ginocchio

L’artrosi del ginocchio è una malattia degenerativa dell’articolazione. Non riguarda solo la cartilagine, ma coinvolge l’intero comparto articolare: osso subcondrale, membrana sinoviale, legamenti e muscoli periarticolari. Ridurla a semplice “usura” è impreciso. Si tratta di un processo complesso, in cui fattori meccanici e biologici si influenzano a vicenda.

All’interno del ginocchio, la cartilagine perde progressivamente la capacità di distribuire il carico e consentire uno scorrimento fluido. L’osso sottostante si rimodella, possono comparire osteofiti e si attiva un’infiammazione di basso grado. È importante sapere che i segni radiografici non sempre corrispondono all’intensità del dolore: alcune persone hanno artrosi evidente alle immagini ma pochi sintomi, altre il contrario. La diagnosi è clinica, supportata dagli esami quando necessario.

Perché si sviluppa e chi è più a rischio

L’età è il principale fattore di rischio, ma non l’unico. Sovrappeso e obesità aumentano il carico meccanico sul ginocchio e influenzano anche i processi infiammatori sistemici. Traumi pregressi, lesioni meniscali o legamentose possono alterare la biomeccanica articolare e favorire l’artrosi nel tempo. Anche attività lavorative o sportive con carichi ripetuti incidono. Infine, alterazioni dell’allineamento come ginocchio varo o valgo modificano la distribuzione delle forze, accelerando il danno in specifici compartimenti.

Sintomi: come riconoscerla

Il sintomo principale è il dolore meccanico. Compare durante il movimento o sotto carico, migliora con il riposo. È tipica una rigidità mattutina breve, di solito inferiore ai 30 minuti. Possono esserci gonfiore intermittente, sensazione di instabilità e scricchiolii articolari. Con il tempo, le attività quotidiane come camminare a lungo o alzarsi da una sedia diventano più difficili.

È opportuno rivolgersi al medico se compaiono gonfiore importante, febbre, dolore notturno persistente o se il dolore segue un trauma recente. Questi segnali richiedono una valutazione per escludere condizioni diverse o complicanze.

Si può davvero curare? Le terapie che funzionano

Non esiste una cura definitiva che rigenera la cartilagine in modo affidabile. L’obiettivo è controllare dolore e funzione.

Il trattamento deve iniziare con misure non farmacologiche. L’esercizio è la terapia centrale. Programmi mirati di rinforzo del quadricipite e dei muscoli glutei migliorano la stabilità del ginocchio. Gli esercizi neuromuscolari aiutano a ottimizzare il controllo del movimento. Le attività a basso impatto, come cammino su terreno regolare, cyclette o nuoto, favoriscono mobilità e riducono la rigidità. Il movimento, se dosato correttamente, non “consuma” il ginocchio: al contrario, ne migliora la funzione.

Sul piano farmacologico, i FANS topici sono spesso la prima scelta per il dolore lieve-moderato. I FANS orali possono essere utilizzati, ma sempre dopo valutazione medica per i possibili effetti collaterali. Le infiltrazioni corticosteroidee possono offrire un beneficio temporaneo sul dolore, soprattutto in presenza di infiammazione significativa, ma non modificano l’evoluzione della malattia.

Per quanto riguarda l’acido ialuronico, non è raccomandato di routine nelle forme di artrosi del ginocchio, per evidenze contrastanti sull’efficacia clinica. È importante avere aspettative realistiche: nessuna infiltrazione ha dimostrato di rigenerare stabilmente la cartilagine.

La gestione è progressiva e personalizzata. Si adatta alla gravità dei sintomi, al livello di attività e agli obiettivi della persona.

Quando serve l’intervento chirurgico

La chirurgia si considera quando il dolore persiste nonostante un percorso conservativo completo e ben condotto. Non basta aver provato “qualche farmaco”. È necessario aver integrato esercizio strutturato, controllo del peso, terapie farmacologiche adeguate e modifiche dello stile di vita. L’indicazione principale è una limitazione significativa della qualità di vita: difficoltà a camminare per brevi distanze, dolore costante che interferisce con il sonno, perdita di autonomia.

Nei casi più avanzati, quando il dolore limita in modo significativo le attività quotidiane e i trattamenti conservativi non sono più efficaci, può essere indicato discutere un intervento protesico. In questa fase è utile una valutazione specialistica strutturata, ad esempio con questo chirurgo ortopedico di Milano specializzato in protesi al ginocchio, così da chiarire benefici attesi, alternative e tempi di recupero.

La protesi non è una scelta automatica legata all’età o alla radiografia. È una decisione condivisa, basata sui sintomi e sugli obiettivi della persona.

Cosa puoi fare da subito

Alcuni interventi sono immediatamente applicabili. Ridurre il peso corporeo, se necessario, diminuisce il carico articolare e può ridurre il dolore. Evitare l’immobilità prolungata è fondamentale: il riposo assoluto peggiora rigidità e debolezza muscolare. È utile aumentare il carico in modo graduale, evitando picchi improvvisi di attività.

In presenza di dolore marcato, l’uso temporaneo di un bastone, tenuto dal lato opposto al ginocchio dolente, può ridurre il carico. I tutori possono essere indicati in casi selezionati, soprattutto in presenza di malallineamenti. Ogni scelta dovrebbe essere guidata da una valutazione clinica.

Camminare peggiora l’artrosi?

No, se il carico è progressivo e adeguato al livello di dolore. Il movimento controllato è parte della terapia e contribuisce a mantenere forza e mobilità.

Le infiltrazioni la curano definitivamente?

No. Possono ridurre temporaneamente il dolore, ma non arrestano né invertono in modo definitivo il processo degenerativo. L’approccio resta globale e continuativo nel tempo.

 

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app