E’ sempre triste quando si devono dare notizie di neonati morti perché non avrebbero mai meritato di fare quella triste fine e soprattutto perché è stata tolta ingiustamente una vita che è il dono più prezioso che esiste al mondo. Il caso oggetto arriva dall’America e racconta di profondo disagio e disperazione.
Mettere al mondo un bambino, più di un gesto naturale
Quando si mette al mondo un bambino si ha un cambiamento nella vita radicale, si capisce che il resto della vita lo si vivrà più per lui che per noi stessi. Si deve dare lui una casa, le cure per quando sta male e l’istruzione adeguata quando diventa grande.
Tutti passi che sembrano naturali se si ha la fortuna di crescere in contesti sani, ma che diventano solo un lontano miraggio se purtoppo si vive di stenti. A questo proposito vi sono delle associazioni, anche in Italia, che permettono di salvare la vita dei bambini se le madri on sono in grado di provvedere al piccolo.
In questo modo si ha la certezza che la vita del feto abbia diritto di proseguire e non venga tolta prima del tempo perchè non si ha modo di provvedere.
Un neonato morto in un WC chimico
Una storia che racchiude quanto detto nel paragrafo di apertura arriva dagli Stati Uniti, per la precisione da Gretna, nello stato della Louisiana, dove un feto appena nato è stato trovato morto all’interno di un WC chimico.
La macabra scoperta è avvenuta giovedì nel cuore della notte americana, quando una donna, Lakesha Lemelle di 36 anni, senza fissa dimora, è entrata all’interno di un ristorante della catena Waffle House con evidenti tracce di sangue sugli indumenti. La donna ha detto agli inservienti di aver appena partorito.
Immediatamente sono scattate le ricerche nei paraggi e gli agenti hanno poi trovato il corpo del piccolo, dal peso di 3,26 chili. Egli aveva respirato è deceduto per asfissia da annegamento, come riporta Fanpage.it.
La morte del piccolo si poteva evitare, infatti in USA esiste la Safe Haven Law che permette alle madri che non sono in grado di curare i piccoli di lasciare in luoghi sicuri ed in modo anonimo i bambini, così da dar loro la possibilità di vivere. Al momento non si è fatto avanti alcun parente del piccolo per organizzare il funerale.