UniCredit ha aderito ufficialmente al protocollo d’intesa siglato tra la Struttura di missione ZES e l’Associazione Bancaria Italiana (ABI). L’accordo punta a rendere più semplice l’accesso al credito per le imprese che investono nella Zes unica per il Mezzogiorno, ora estesa anche ad alcune aree di Marche e Umbria. Si tratta di un’iniziativa che interessa un ampio territorio del Sud con potenzialità concrete per lo sviluppo industriale e produttivo.
Cosa prevede l’accordo
Il protocollo mette a punto criteri condivisi per facilitare finanziamenti e servizi bancari alle aziende insediate nelle ZES. L’obiettivo è incrociare bisogni imprenditoriali e risorse finanziarie, velocizzando le istruttorie e offrendo strumenti pensati sulle esigenze locali. UniCredit e ABI coordineranno l’azione con la Struttura di missione per monitorare gli effetti sul territorio, in termini di occupazione e di valore produttivo.
Aree coinvolte e priorità
La Zes unica per il Mezzogiorno comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna; con le recenti modifiche normative l’intesa copre anche alcuni territori delle Marche e dell’Umbria. Tra i settori su cui si concentreranno i progetti prioritari figurano agroalimentare e agroindustria, turismo, produzioni di qualità “made in Italy”, chimica-farmaceutica e aerospazio. L’idea è sostenere filiere capaci di rafforzare la competitività locale e attrarre investimenti privati e pubblici.
Strumenti finanziari e servizi di UniCredit
Per le imprese presenti nelle ZES, UniCredit mette a disposizione una gamma di soluzioni finanziarie e servizi consulenziali. Oltre ai canali tradizionali, la banca offre strumenti alternativi come minibond e tranched cover per diversificare le fonti di capitale e rendere più appetibili i progetti agli occhi degli investitori. Il supporto operativo include advisory per la strutturazione delle operazioni, valutazioni di fattibilità e assistenza nella ricerca di partner istituzionali.
Innovazione e gestione del rischio
Le operazioni sono accompagnate da attività di due diligence e da servizi volti a contenere il rischio regolamentare e operativo. In parallelo, l’offerta consulenziale aiuta le imprese a progettare finanziamenti coerenti con il loro modello di business e con la fase di sviluppo in cui si trovano. L’obiettivo è permettere a progetti complessi e infrastrutturali di trovare strumenti di capitale adeguati alla loro scala.
Profilazione ESG e tavolo di confronto permanente
Un elemento centrale dell’accordo è l’integrazione dei criteri ESG nelle valutazioni creditizie. Le imprese clienti potranno accedere gratuitamente al servizio di profilazione ESG sulla piattaforma Open-es, sviluppata insieme a Cerved Rating Agency: uno strumento che misura performance ambientali, sociali e di governance e posiziona l’azienda rispetto al settore di riferimento. I risultati potranno poi essere considerati nelle condizioni di finanziamento, favorendo progetti più sostenibili.
Per accompagnare questo percorso è stato previsto un tavolo permanente tra ABI e la Struttura di missione ZES. Il forum servirà a condividere best practice, individuare criticità procedurali e proporre interventi coordinati sul piano finanziario, amministrativo e normativo. Sarà anche il luogo in cui confrontare l’integrazione dei risultati ESG nelle politiche di credito e aggiornare linee guida operative.
Governance, trasparenza e controlli
L’intesa prevede meccanismi di monitoraggio e criteri comuni di rendicontazione per garantire trasparenza e coerenza nelle valutazioni. Banche e imprese sono chiamate ad adeguare processi e documentazione, in modo da conciliare l’integrazione dei criteri ESG con la tutela dei dati e gli obblighi normativi in materia di antiriciclaggio. UniCredit segnala il proprio impegno con risorse dedicate: secondo Remo Taricani, Deputy Head di UniCredit Italia, l’adesione conferma la volontà della banca di sostenere crescita e occupazione nel Mezzogiorno, proseguendo l’erogazione di nuovo credito alle PMI.
Prossimi passi
Nei mesi a venire si lavorerà sull’attuazione delle misure operative concordate e sulla definizione del calendario per la valutazione dei primi progetti candidati. Monitoraggi congiunti tra banca, ABI e Struttura di missione serviranno a misurare gli impatti occupazionali e produttivi, oltre a verificare come i dossier ESG influiranno sulle condizioni di finanziamento. L’intesa mette così insieme strumenti finanziari innovativi, valutazioni di sostenibilità e una governance condivisa per rendere più fluido il canale del credito verso imprese con forte potenziale nelle regioni coinvolte.