La vicenda che coinvolge Alessandro Basciano e l’ex compagna Sophie Codegoni entra ora nella fase dibattimentale: la giudice per le indagini preliminari Lorenza Pasquinelli ha disposto il rinvio a giudizio e ha fissato la prima udienza al 20 gennaio 2027 davanti all’undicesima sezione del Tribunale di Milano. In aula erano presenti le parti, senza rilasciare dichiarazioni, mentre la posizione accusatoria è stata formalizzata dalla Procura di Milano.
Le accuse contestate dalla Procura e gli elementi raccolti
Secondo il pubblico ministero Antonio Pansa l’impostazione dell’accusa descrive una serie di presunti comportamenti persecutori posti in essere tra il e il 2024. Nel fascicolo d’indagine sono confluiti oltre tremila pagine tra verbali, screenshot e chat forniti da Sophie Codegoni che per gli inquirenti costituiscono una base probatoria significativa.
Tra gli episodi citati nei documenti emerge un episodio avvenuto a Parigi il 27 settembre 2024 durante il quale si segnala una discussione dai toni accesi e un contatto fisico contestato. Nel materiale consegnato alla Procura sono riportate anche frasi di forte minaccia, tra cui la dicitura “arrivo e ti ammazzo“.
Telefonate, messaggi e controllo
Nel provvedimento che ha chiuso le indagini si sottolinea come il comportamento contestato comprendesse un controllo continuo tramite comunicazioni: secondo gli atti Basciano avrebbe effettuato 50-60 chiamate al giorno con telefonate e videochiamate insistenti anche quando non ottenute risposte. Agli atti figurano inoltre segnalazioni di messaggi ingiuriosi e minatori indirizzati anche ad amici della donna, oltre a episodi di pedinamento e insulti sempre più violenti, elementi che hanno portato la Procura a ritenere attendibile la versione della presunta parte offesa.
Iter procedurale: arresto, misure cautelari e revoche
La vicenda aveva già attraversato passaggi cautelari significativi: nel novembre del 2024 Basciano era stato arrestato con l’accusa di stalking, per poi essere rilasciato in meno di 48 ore. Successivamente la Procura presentò ricorso contro la scarcerazione e il Tribunale del Riesame impose il divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dalla presunta vittima; questa misura è stata confermata in via definitiva dalla Corte di Cassazione nell’aprile del 2025. Tra le misure previste era contemplato anche l’uso del braccialetto elettronico, la cui applicazione fu però rallentata da questioni logistiche e procedurali legate alla disponibilità dei dispositivi e alle modalità operative.
Revoca del braccialetto e intervento della gup
Nello scorso marzo su richiesta della difesa, la giudice per l’udienza preliminare Lorenza Pasquinelli ha disposto la revoca dell’obbligo del braccialetto elettronico. La decisione processuale che ha ora portato al rinvio a giudizio si è svolta in udienza preliminare alla presenza dei legali delle parti; non sono arrivate dichiarazioni dirette né da Basciano né da Codegoni al termine dell’udienza.
Difesa, dichiarazioni e attese per il dibattimento
La difesa di Basciano, rappresentata dall’avvocato Leonardo D’Erasmo ha ribadito la posizione di innocenza del suo assistito, sostenendo che la relazione fosse conflittuale ma priva degli estremi dello stalking. Al termine dell’udienza il legale ha affermato: “La gup Pasquinelli si è mostrata molto professionale e umana” e ha aggiunto che “Siamo convinti che nel processo, dove sentiremo tutti i testimoni, emergerà la verità“; in chiusura ha espresso la speranza che “Spero che non si trasformi, però, in un processo mediatico” e auspicato che entrambe le parti possano proseguire nella ricerca del proprio equilibrio familiare e lavorativo.
Al momento gli avvocati di Sophie Codegoni non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali. Con l’avvio del dibattimento fissato per il 20 gennaio 2027 la vicenda passerà ora alla fase in cui verranno assunti testimoni e valutate le prove documentali raccolte dalla Procura.
