Beatrice Venezi è finita al centro della querelle legata alle dichiarazioni da lei pronunciate in un’intervista ad una rivista internazionale e legate alla sua posizione politica, questo ha fatto drizzare i vertici del teatro veneziano, con cui la direttrice ha un rapporto di lavoro, licenziata, impugna la decisione, volta a restare nel proprio ruolo.
Beatrice Venezi, l’intervista che ha dato il via al caso
Beatrice Venezi aveva rilasciato un’intervista al quotidiano La Nacion dove ha parlato senza peli sulla lingua del metodo di assegnazione dei posti all’interno del teatro presso cui avrebbe dovuto iniziare a lavorare ad ottobre prossimo.
Altri commenti su spettatori e turisti, parole che non sono piaciute ai vertici del luogo culturale che hanno deciso per la via dura.
Recessione del contratto con la musicista che quindi ha sostanzialmente perso il lavoro per un’uscita che si augurava potesse passare in sordina, invece così non è stato.
La lettera degli avvocati della direttrice
Beatrice Venezi ha inviato nella giornata di ieri una PEC dove impugna la lettera di licenziamento del Teatro La Fenice facendo riferimento al contratto che lei stessa definisce “nullo e discriminatorio” come riportato da Il Corriere.
Inoltre lei spiega come la Fondazione non abbia specificato i passaggi incriminati e al contrario abbia utilizzato attenuanti generiche per annunciare il licenziamento.
Per la Fondazione, le parole dette al quotidiano internazionale sono state giudicate lesive della reputazione del teatro, per questo motivo si è deciso di chiudere il rapporto lavorativo.
Venezi non ci sta ed ha annunciato nella PEC che lei farà di tutto per rispettare il contratto, che ricordiamo inizierà il 1° ottobre 2026 e finirà il 5 marzo 2030.
I suoi legali adotteranno ogni strategia possibile al fine di tutelare immagine ed interessi della loro assistita.
