Stefano Addeo, il professore finito al centro delle polemiche nel 2025 per un controverso post pubblicato sui social contro la figlia della premier Giorgia Meloni, è morto all’Ospedale del Mare di Napoli dopo oltre un mese di ricovero. Il docente era stato ricoverato in seguito a un tentativo di suicidio e le sue condizioni si sono progressivamente aggravate fino al decesso per arresto cardiaco.
Stefano Addeo morto a Napoli: chi era il prof e cosa era accaduto con Giorgia Meloni
Il nome di Addeo era balzato all’attenzione dell’opinione pubblica nel giugno 2025, quando pubblicò sui social un messaggio rivolto alla figlia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, augurandole di subire la stessa sorte di Martina Carbonaro, la quattordicenne di Afragola vittima di femminicidio per mano dell’ex fidanzato.
Le parole suscitarono un’ondata di indignazione e portarono all’avvio di provvedimenti disciplinari nei suoi confronti, culminati nella sospensione dall’insegnamento; successivamente pare sia stato riammesso in servizio, ma senza percepire lo stipendio.
Nei giorni seguenti il professore riconobbe pubblicamente la gravità del gesto, definendolo impulsivo e chiedendo scusa sia alla famiglia della premier sia all’opinione pubblica, pur ribadendo le proprie convinzioni politiche.
Già allora aveva tentato il suicidio ingerendo un mix di farmaci, ma era stato salvato grazie al tempestivo intervento dei soccorsi, allertati dopo che aveva informato la dirigente scolastica. Da quel momento la sua vicenda personale e professionale è stata segnata da una profonda crisi, culminata nell’ultimo gesto estremo e nel successivo aggravamento delle condizioni di salute che ne hanno causato la morte.
Morto Stefano Addeo, il prof del post contro la figlia di Giorgia Meloni: aveva 65 anni
Stefano Addeo, docente di tedesco di 65 anni originario di Marigliano e insegnante presso il Liceo Scientifico “Medi” di Cicciano, è deceduto all’Ospedale del Mare di Napoli a causa di un arresto cardiaco. Come riportato da Repubblica, era ricoverato in terapia intensiva dallo scorso 10 maggio, quando aveva tentato nuovamente di togliersi la vita lanciandosi dalla propria abitazione, situata al secondo piano di una palazzina nel Napoletano.
In un primo momento era stato trasportato in ospedale cosciente e non in immediato pericolo di vita, ma le sue condizioni cliniche si sono progressivamente aggravate fino al decesso. Nella caduta aveva riportato lesioni molto gravi, tra cui la frattura di alcune vertebre, la lacerazione del fegato e danni ai principali vasi sanguigni addominali, compresa la vena porta e la vena cava inferiore. Informata l’autorità giudiziaria dai carabinieri, la salma è stata successivamente restituita ai familiari.
