È arrivato alle battute finali il processo per l’omicidio di Pierina Paganelli, avvenuto a Rimini il 3 ottobre 2023. In aula, al Tribunale di Rimini, accusa e difesa si sono confrontate nelle repliche conclusive prima della decisione della Corte, chiamata a pronunciarsi sull’unico imputato, Louis Dassilva, tra richieste di condanna all’ergastolo e istanze di assoluzione.
Omicidio Pierina Paganelli, attesa per la sentenza nel processo a Louis Dassilva: accusa e difesa in aula tra repliche e scontro sulle prove
Al Tribunale di Rimini l’udienza decisiva si è aperta con le repliche della pubblica accusa, rappresentata dal pm Daniele Paci, seguite dalle controrepliche dei difensori dell’imputato, gli avvocati Andrea Guidi e Riario Fabbri. La Procura, che ha depositato anche una memoria scritta, ha ribadito alcuni punti ritenuti centrali, soffermandosi in particolare sui rapporti tra la nuora della vittima e Dassilva, evidenziando un legame sentimentale pregresso.
Sul fronte opposto, la difesa ha insistito sulle presunte lacune investigative, contestando l’assenza di analisi su possibili tracce biologiche, anche ipoteticamente ematiche, rinvenibili in abitazioni riconducibili alla famiglia della nuora e al padre.
In aula, l’avvocato Guidi si è rivolto ai giurati popolari con le parole: “La coscienza sicuramente vi guiderà per una corretta applicazione della Giustizia“.
Per l’imputato, il pm ha chiesto la pena dell’ergastolo, sostenendo la presenza di aggravanti come premeditazione, crudeltà e futili motivi, mentre la difesa ha chiesto l’assoluzione, richiamando anche criticamente il lavoro investigativo e il confronto con altri casi giudiziari noti. In subordine è stata avanzata l’ipotesi del rito abbreviato con attenuanti generiche e riduzione di pena.
Nel corso delle udienze è emersa una forte contrapposizione anche sulla ricostruzione dei fatti e sugli elementi tecnici. La moglie dell’imputato ha ribadito davanti ai giornalisti: “Lui era a casa con me”. La difesa ha sostenuto la solidità dell’alibi, richiamando analisi su dispositivi elettronici, attività dei cellulari, dati dei contapassi e piattaforme digitali; la Procura, però, ha contestato queste conclusioni, affermando l’assenza di una prova certa di attività online nel momento cruciale indicato, le 22.13. Tra gli elementi discussi figura anche l’audio di una telecamera privata, che avrebbe registrato un saluto maschile seguito da urla, con successive perizie contrastanti sull’identificazione della voce e sulla dinamica dell’aggressione.
Centrale anche il tema del movente, che per l’accusa sarebbe legato alla volontà di mantenere segreta la relazione con la nuora della vittima, Manuela Bianchi, mentre la difesa respinge tale ricostruzione. Sullo sfondo resta il caso di Pierina Paganelli, 78 anni, uccisa con 29 coltellate nel garage del suo condominio nella notte del 3 ottobre 2023, mentre il processo, seguito con forte attenzione mediatica, è arrivato alla fase finale con la Corte in camera di consiglio e grande attesa per la sentenza.
Omicidio Pierina Paganelli, assolto Louis Dassilva: “Non ha commesso il fatto”
Dopo oltre quindici ore di camera di consiglio, la Corte d’Assise di Rimini, presieduta dalla giudice Fiorella Casadei, ha pronunciato nella notte la sentenza di primo grado nei confronti di Louis Dassilva, unico imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli, uccisa con 29 coltellate il 3 ottobre 2023 mentre stava rientrando nella propria abitazione a Rimini.
I giudici hanno disposto l’assoluzione del 36enne con la formula «per non aver commesso il fatto» e perché «il fatto non sussiste». Al momento della lettura del verdetto, avvenuta poco dopo le 2, Dassilva è scoppiato in lacrime, mentre nell’aula, affollata di pubblico, è partito un applauso. La moglie Valeria ha immediatamente raggiunto il primo banco, dichiarando: «Ho acquistato molta fiducia nella giustizia, finalmente una parte di verità è emersa». Disposta la scarcerazione immediata.
Presenti anche i familiari della vittima — i figli Chiara, Giuliano e Giacomo Saponi, la sorella e i nipoti — che hanno accolto la decisione restando seduti, in silenzio e senza mostrare particolari reazioni. Tra il pubblico era inoltre presente un gruppo di circa trenta cittadini senegalesi, conoscenti dell’imputato, che hanno seguito l’esito del processo.
