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Ponte sullo Stretto, tre indagati per corruzione: cos'è successo

Ponte sullo Stretto, tre indagati per corruzione: cos'è successo

Ponte sullo Stretto, tre indagati nell'inchiesta della Procura di Roma: presunte interferenze nell'iter di verifica della Corte dei Conti.

La realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro dell’attenzione giudiziaria. La Procura di Roma ha avviato un’indagine che coinvolge tre persone indagate e accusate, a vario titolo, di aver tentato di influenzare le verifiche della Corte dei Conti sul progetto dell’infrastruttura, uno dei più rilevanti interventi pubblici previsti in Italia.

Ponte sullo Stretto, tre indagati per corruzione: le gravi accuse

Come riportato dall’Adnkronos, la Procura di Roma pare abbia aperto un’inchiesta per presunti reati di corruzione e divulgazione di informazioni riservate legati all’iter di approvazione del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Nell’ambito delle indagini, i Carabinieri del Ros pare abbiano eseguito perquisizioni personali, domiciliari e informatiche nei confronti di tre persone: un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, in pensione dal febbraio 2026,  un imprenditore e un avvocato.

Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero agito in concorso per influenzare il giudizio di legittimità della Corte dei Conti sul progetto definitivo dell’opera.

L’accusa sostiene, secondo le indiscrezioni di Sky Tg24, che l’avvocato e l’imprenditore avrebbero cercato di ottenere un orientamento favorevole da parte del magistrato contabile, prospettandogli sostegno per futuri incarichi in enti pubblici dopo il pensionamento.

Parallelamente, avrebbero tentato di instaurare rapporti con altri magistrati ritenuti strategici per gli interessi collegati alla realizzazione dell’infrastruttura, diffondendo inoltre informazioni coperte da segreto d’ufficio.

A un giudice verrebbe contestato di aver fornito aggiornamenti costanti sull’andamento delle verifiche della Corte, rivelando dettagli riservati sulle posizioni dei colleghi e sulle discussioni svolte in sede plenaria. L’impianto accusatorio attribuirebbe inoltre all’ex magistrato un ruolo attivo nell’analisi della decisione sfavorevole adottata il 29 ottobre 2025 sul progetto. Secondo la Procura, egli avrebbe manifestato la disponibilità a predisporre una memoria a favore della Stretto di Messina Spa, da trasmettere al commercialista della società, mostrando in cambio interesse per future nomine di prestigio, come la presidenza dell’Autorità Antitrust o di una società partecipata.

Le condotte contestate risalirebbero all’autunno del 2025 e comprenderebbero anche la divulgazione di informazioni interne relative alle valutazioni della Corte dei Conti e all’esame del provvedimento con cui il Cipess aveva approvato il progetto definitivo del Ponte, subordinandone l’efficacia alla registrazione del decreto. Durante le perquisizioni effettuate tra Roma, la provincia di Reggio Calabria e quella di Frosinone, gli investigatori hanno sequestrato documenti e dispositivi elettronici che saranno analizzati per verificarne l’eventuale rilevanza probatoria.

Ponte sullo Stretto, tre indagati per corruzione: il commento dell’amministratore delegato Pietro Ciucci

La società Stretto di Messina Spa, attraverso l’amministratore delegato Pietro Ciucci, ha dichiarato la propria totale estraneità ai fatti oggetto dell’inchiesta, esprimendo sorpresa per le notizie emerse e assicurando piena collaborazione con l’autorità giudiziaria. Ciucci ha inoltre ribadito che il progetto prosegue nel rispetto dei principi di trasparenza e delle prescrizioni formulate dalla Corte dei Conti, in conformità alle disposizioni previste dal decreto “Commissari” dell’11 marzo 2026.