Il cittadino bengalese di 42 anni che è accusato di aver abusato di una ragazza di soli 13 anni in un minimarket a Torino, non si è presentato in Aula ma ha scritto una lettera di pentimento ai giudici.
“Mi scuso e mi vergogno”: la lettera del 42enne che ha abusato di una ragazza di 13 anni al minimarket
Il cassiere 42enne bengalese, accusato di aver abusato di una 13enne in un minimarket a Torino non si è presentato in Aula in giorno del Riesame ma ha scritto una lettera di pentimento ai giudici. Libero e con l’obbligo di firma, ora vive in un alloggio di fortuna e teme di essere linciato. Ma ecco cosa ha scritto nella lettera: “Sono molto dispiaciuto per quello che ho fatto alla bambina.
Me ne vergogno profondamente. Non dovevo permettermi e sono sicuro che non capiterà più nulla di simile. Ho deciso di rivolgermi a un centro di ascolto per uomini che hanno commesso brutti gesti su donne e bambini per avere un supporto psicologico. Il mio avvocato mi sta aiutando a cercare un centro, anche se non è facile, anche perché non conosco l’italiano.
Farò un corso di lingua per poter iniziare un percorso con esperti. Non voglio più tornare in quel minimarket finché non avrò concluso un percorso psicologico io non lavorerò mai più a contatto con il pubblico, perché so che non deve mai più accadere una cosa simile. Il mio obiettivo, adesso, è trovare una mansione defilata, sperando che qualcuno mi assuma nonostante il clamore mediatico della vicenda.”
Il 42enne bengalese: “Voglio continuare a vivere in Italia”
Nella lettera il 42enne bengalese accusato di aver abusato di una 13enne al minimarket, ha scritto anche che potrebbe fare il lavapiatti in cucina e che vuole restare in Italia “ho bisogno di lavorare perché la mia faiglia in Bangladesh vive grazie al mio aiuto economico. Voglio continuare a vivere in Italia e mi piacerebbe un giorno portare qui la mia famiglia.”
